Mentre i siciliani sono costretti a convivere con un lungo elenco di problemi, a Palazzo d’Orleans la classe politica regionale sembra preoccuparsi delle poltrone.
La giunta “Crocetta Quater”, varata ieri dall’ex sindaco di Gela, aveva sollevato dubbi e perplessità soprattutto in casa PD.
A Crocetta il partito del segretario Raciti non perdonava l’aver lasciato fuori dall’esecutivo la corrente politica espressa dal deputato all’ARS Giuseppe Lupo.
L’oggetto del contendere era stata la nomina ad assessore dell’avvocato catanese Antonio Fiumefreddo.
Nella tarda serata di ieri il colpo di scena. Lo stesso Fiumefreddo ha annunciato la sua rinuncia ad accettare l’investitura assessoriale e, poco dopo, l’altro colpo a sorpresa: anche Cleo Li Calzi si ritira.
Tempestiva è stata la sostituzione della nomina ad assessore Regionale al Turismo che da Cleo Li Calzi passa ad Antony Barbagallo, deputato regionale vicino a Giuseppe Lupo.
L’assessorato alle Autonomie locali previsto per Antonio Fiumefreddo per il momento torna ad interim nelle mani del governatore Rosario Crocetta.
A Palazzo d’Orleans quindi la neofita quarta giunta del presidente Crocetta è incompleta, c’è ancora una poltrona da assegnare.
Intanto l’ingresso in giunta Barbagallo ha riportato alla serenità il segretario regionale del partito Fausto Raciti.
“Sono stati giorni difficili –dichiara– sui quali ha pesato la fase particolarmente complessa che attraversa la Sicilia. Le nostre scelte – aggiunge Raciti – sono state rivolte a un solo obiettivo: dare risposte concrete ai siciliani. Alla luce di questo quadro – si legge ancora nella nota – appesantito dalle difficoltà finanziarie della Regione, servivano decisioni forti. Per questo – conclude il segretario regionale del PD – abbiamo chiesto una svolta profonda con la nascita di un governo politico. È quello che volevamo” –conclude.
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