La Procura della Repubblica di Agrigento, con il pubblico ministero Annalisa Failla, ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di un 53enne residente a Favara, accusato del reato di maltrattamenti in famiglia commessi ai danni della moglie.
La vicenda giudiziaria è entrata in una fase cruciale questa mattina, quando l’imputato, comparso davanti al giudice dell’udienza preliminare del tribunale di Agrigento, Alberto Lippini, ha avanzato la richiesta di essere giudicato attraverso il rito abbreviato.
Questa scelta processuale consentirà all’uomo di usufruire, in caso di eventuale condanna, dello sconto di un terzo della pena previsto dalla legge. Il quadro delineato dagli inquirenti descrive un vero e proprio calvario domestico consumatosi per circa sei anni, a partire dal periodo dell’emergenza legata al Covid. Secondo l’impianto accusatorio, il 53enne avrebbe sistematicamente insultato, offeso e minacciato di morte la consorte.
Comportamenti violenti e reiterati nel tempo che hanno profondamente segnato la quotidianità della donna, provocandole un persistente stato d’ansia, paura e profonda sofferenza psicologica. La gravità degli indizi raccolti nel corso delle indagini preliminari aveva già spinto l’Autorità giudiziaria ad adottare severe misure a tutela della vittima.
Il favarese, infatti, negli anni scorsi è stato sottoposto alle misure cautelari del divieto di dimora e del divieto di avvicinamento alla moglie, provvedimenti necessari per interrompere la spirale di vessazioni.
Nel corso dell’udienza odierna, la persona offesa ha formalizzato la propria costituzione di parte civile, assistita dal proprio legale di fiducia, per chiedere il risarcimento dei danni subiti. Il procedimento penale è adesso entrato nel vivo e si attendono le prossime udienze per la discussione delle parti e la successiva sentenza del giudice.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie



