Nella notte tra sabato 28 e domenica 29 marzo, l’Italia si prepara a spostare le lancette un’ora in avanti. Alle 2:00 scatteranno le 3:00: perderemo sessanta minuti di sonno ma guadagneremo un’ora di luce naturale in più al tramonto, segnando l’inizio ufficiale della stagione calda.
Il dibattito sull’abolizione del cambio stagionale resta però acceso. Nonostante la proposta dell’Unione Europea di uniformare l’orario, l’Italia ha confermato il mantenimento del doppio regime (solare-legale). Le novità del 2026 riguardano soprattutto l’impatto economico: con i costi energetici ancora instabili, Terna stima che l’ora legale permetterà un risparmio di circa 190 milioni di euro, riducendo le emissioni di CO2 per migliaia di tonnellate.
Mentre il Nord Europa spinge per l’ora solare perenne, i paesi mediterranei resistono, puntando sui benefici per il turismo e il benessere psicofisico legati alla luce. Attenzione ai dispositivi elettronici: smartphone e PC si aggiorneranno da soli, ma per i vecchi orologi da parete servirà ancora il classico intervento manuale.
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