Via Piersanti Mattarella a Favara è nuovamente interessata da un parziale crollo della carreggiata.
La trafficata strada urbana è chiusa al traffico veicolare da venerdì scorso.
Il tratto interessato è lo stesso dell’anno scorso. Come ricorderete, ai primi di marzo la strada venne chiusa pressoché per gli stessi motivi.
Dopo gli scavi eseguiti per accertare l’origine del cedimento, l’Ufficio Tecnico Comunale predispose i lavori di parziale consolidamento del versante sud, ovvero quello che , per intenderci, si affaccia su viale Aldo Moro.
Opere che vennero completate con la bitumatura della carreggiata il 16 aprile 2014.
A distanza di poco più di dieci mesi il problema è riapparso e forse in forma ancora più grave rispetto a prima.
A cedere, salendo via P. Mattarella, è stata la parte destra della carreggiata; un taglio netto che si è portato con sé anche il marciapiede che costeggia la recinzione di villa Giovanni Paolo II.
Fortunatamente questo ulteriore crollo si è verificato nella notte tra sabato e domenica scorsi, quando già la strada era stata chiusa al traffico.
Secondo l’ingegnere capo dell’Ufficio Tecnico Comunale Alberto Avenia, l’origine del problema sarebbe da ricercarsi nella saturazione di una falda sotterranea, alimentata dalle recenti intense precipitazioni.
Allo stato attuale, dal Comune di Favara non si è in grado di stabilire una data certa per la risoluzione del problema e quindi per la riapertura della strada.
Lo stesso Avenia ha anche detto che in passato la zona è stata monitorata dal Dipartimento Regionale di Protezione Civile, a cui è stata già trasmessa una richiesta di sopralluogo.
L’intervento della Regione potrebbe quindi accelerare i tempi di ripristino.
Come sappiamo, all’Ente Comune mancano le risorse economiche necessarie per ripristinare la carreggiata e i tecnici dell’UTC non hanno neanche un progetto su cui lavorare. Occorre prima effettuare un sopralluogo geologico.
Si attende quindi l’intervento del Dipartimento di Protezione Civile che possa individuare, dalle carte geologiche il percorso della falda.
Tradotto in tempi di riapertura, potrebbe significare aspettare mesi e mesi, se non anni, ammesso e non concesso che si riescano a trovare i fondi necessari per la sistemazione.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie
