Dal 2008 al 2011 in Sicilia sono andati in fumo 47 mila posti di lavoro, oltre il 10% del totale nazionale. Questo è quanto è emerso dal rapporto Svimez 2012 «Uno sguardo oltre la crisi. Condizioni e sfide per rilanciare lo sviluppo», presentato a Palermo in occasione delle giornate dell’economia del Mezzogiorno, organizzato con la collaborazione della Fondazione Curella.Stando al rapporto, le fasce giovanili under 35 sarebbero le più colpite dal fenomeno della disoccupazione e, di contro,solo il 3% di questa categoria risulterebbe ad oggi occupato.
Positivo il dato sulle donne lavoratrici in Sicilia, dove 1 donna su 5 lavorerebbe incidendo sulla percentuale di occupazione femminile con un dato del 20,4%.
Il prodotto interno lordo della Sicilia, altra nota dolente dell’economia di “casa nostra” avrebbe invece perso il 3,2%, dato causato dalle performance del settore dell’industria che ha segnato una caduta molto forte sull’isola.
Le industrie maggiormente colpite dalla forte flessione economica sarebbero quelle del settore tessile, del legno e della gomma.
In conclusione è emerso che la regione Sicilia, risulterebbe dunque manchevole di un vero e proprio settore industriale, e che l’isola sta già pagando lo scotto della crisi con tagli significativi sulle risorse che in teoria servirebbero agli investimenti.
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