Sulla situazione amministrativa di Favara, per dare un suo contributo di proposta e di riflessione interviene oggi con una nota inviata direttamente a SICILIA TV, anche Don Diego Acquisto, parroco della chiesa San Vito anche se, come lui stesso dice, “La Chiesa non è, e non intende essere un agente politico ma nello stesso tempo, (come ha ricordato anche recentemente Papa Benedetto), ha un interesse profondo per il bene della comunitá politica”.
E’ assolutamente necessaria una svolta, dice il prete secondo il qualche urge uno scatto d’orgoglio da parte di tutti gli organismi legittimamente preposti alla cura del bene comune: Sindaco, Giunta municipale, Presidente del consiglio comunale e Consiglio Comunale nel suo insieme, maggioranza ed opposizione, tutti sono chiamati al rilancio del loro impegno al servizio dei cittadini nel miglioramento dei servizi.
Per Don Diego Acquisto occorre mettere da parte piccoli o grandi intrighi, interessi personali, attaccamento a poltrone, possibili invidie, e gelosie perché Favara merita sicuramente di più di quanto ha ricevuto nei mesi scorsi. Un discorso quello scritto da Don Diego, indirizzato espressamente a tutte le parti politiche, opposizione compresa.
Il Sindaco RUSSELLO è chiamato a cogliere i segnali che arrivano dai vari strati della popolazione, scrive. Bisogna subito organizzare la speranza di nuovi possibili e positivi traguardi, ascoltando consigli ed operando scelte, anche di persone, in grado di realizzare un positivo e visibile cambiamento per il bene della Cittá, allontanando, (per usare una parola oggi corrente), i fannulloni, anche se assessori indicati dai partiti.
Per Don Diego, la maggioranza non deve cullarsi del successo avuto un anno fa perché la gente sa giudicare ed agire al momento giusto, nel segreto dell’urna. Per il sacerdote, il motivo che ha portato la precedente amministrazione Airò a non essere rieletta pur avendo attuato non poche valide iniziative per Favara, è: che si era lasciata soffocare dalla stessa propria cerchia di amici, con scelte –dice– anche davvero discutibili.
Sulla lezione scaturita dalle urne bisogna meditare, dice. Rinchiudersi nel proprio orticello non paga, come non paga però neppure la sola correttezza formale, la cosiddetta “politica delle mani nette” non accompagnata da un impegno incisivo per affrontare i reali problemi della collettivitá.”
Per Don Diego, quando è necessario, le mani bisogna sporcarsele per il bene comune, operando tempestive scelte concrete, scegliendo persone e strategie adatte allo scopo e liberandosi sempre dalla cultura dell’accentramento dei poteri solo nelle proprie mani, responsabilizzando i singoli assessori, la cui azione e l’impegno concreto devono essere ben visibili e costatabili. Tutto sempre sotto la supervisione del sindaco, che deve essere garante del cammino complessivo, sempre pronto a stimolare, e mai a bloccare l’azione degli assessori, secondo il programma presentato agli elettori.
Ben venga subito a Favara, scrive infine Don Diego, una riflessione corale e complessiva, seguita dal coraggio di scegliere linee di azione e di comportamento, e persone adatte, preparate e motivate; nuovi assessori almeno in alcuni rami, animati da buona volontá e desiderio di fare andare avanti la comunitá favarese.
Maggioranza ed opposizione, ognuno per la sua parte, tutti –conclude il religioso–, hanno ed abbiamo il dovere di far crescere una Favara più solidale, una Favara più pulita in tutti i sensi, con servizi decisamente migliori, una Favara che sappia scoraggiare nei fatti il clientelismo e l’illegalitá, una Favara che non si lasci intimorire nemmeno dagli spari diurni. I giovani francescani ad ogni favarese lanciano, in questi giorni, una sfida: “Abbi coraggio. Sii tu il cambiamento della nuova Favara che vorresti”.
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