Un terremoto nel Tirreno meridionale ha scosso la Sicilia alle 12:19 di oggi, venerdì 23 ottobre. L’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) ha stimato in via preliminare una magnitudo compresa tra 5.2 e 5.7. Inoltre la scossa si è avvertita fino ad Agrigento città.
Il dato è stato indicato dalle indagini dell’INGV con coordinate geografiche (lat, lon) 38.7938, 14.1717 ad una profondità di 9 km e una magnitudo di 5ML. Anche a Reggio Calabria la popolazione ha percepito distintamente il movimento intorno alle 12:20. Nel frattempo l’area era già interessata da uno sciame sismico in corso dalle prime ore della giornata.
Le scosse che hanno preceduto il terremoto nel Tirreno meridionale
Già dalle prime ore della giornata una serie di scosse aveva interessato il mare al largo delle isole Eolie. Infatti alle 10:02 la Sala sismica dell’INGV di Roma ha registrato un evento di magnitudo ML 3.9, a circa 25 chilometri di profondità. Successivamente, alle 11:04, una scossa di magnitudo 3.3 ha preceduto quella delle 11:51. Quest’ultima, di magnitudo ML 4.3 e profondità di 24 chilometri, si è avvertita anche a Palermo, soprattutto ai piani alti, a Bagheria e a Casteldaccia. Poco dopo, alle 11:56, un ulteriore evento ha raggiunto magnitudo 3.6.
Una sequenza iniziata il 20 ottobre
La sequenza è cominciata alle 23:38 di martedì 20 ottobre. Da quel momento l’INGV ha registrato più eventi di magnitudo pari o superiore a 3 nello stesso settore di mare. Giovedì 22 ottobre, alle 5:37, una scossa di magnitudo 3.7 aveva infatti anticipato altre due, di magnitudo 3.1 e 2.8. Di conseguenza il terremoto nel Tirreno meridionale delle 12:19 supera per magnitudo stimata tutti gli eventi della serie. Ulteriori scosse continuano a registrarsi nella stessa zona.
Cosa sappiamo del terremoto nel Tirreno meridionale
Gli ipocentri della sequenza restano relativamente superficiali, tra i 10 e i 32 chilometri di profondità. Inoltre il Tirreno meridionale è un’area a sismicità frequente, che la rete dell’INGV monitora in continuo. Le fonti consultate finora non riportano segnalazioni di danni a persone o cose. Per questo motivo gli aggiornamenti dell’Istituto resteranno decisivi per definire magnitudo, epicentro e profondità. Il terremoto nel Tirreno meridionale rimane dunque sotto osservazione.
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