Oggi 21 aprile ricorre il ventisettesimo anniversario dell’agguato mafioso in cui perse la vita il piccolo favarese Stefano Pompeo. Il ragazzino, che non aveva ancora compiuto 12 anni, era in auto insieme a un amico del padre, reale bersaglio dei killer, e fu colpito a morte per errore dai colpi di arma da fuoco esplosi dal commando.
“La violenza mafiosa 27 anni fa uccideva Stefano Pompeo – afferma il sindaco di Favara Antonio Palumbo -. La voglia di giustizia della famiglia non si è mai spenta ma, purtroppo, nulla è riuscito a dissolvere del tutto la nebbia vile che nasconde i colpevoli. Sangue innocente versato ieri come oggi”.
“Cambiano le circostanze, non la tragedia di giovani vite strappate al loro futuro. Tante, troppe, ferite nel cuore della nostra comunità che si dimostra però sempre più forte e unita. Verrà il tempo in cui forse tutto questo sarà un lontano ricordo. In cui non dovremo piangere i nostri figli, qui o altrove”, conclude il primo cittadino.
Il caso è stato riaperto alcuni anni fa in seguito alle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Maurizio Di Gati e Giuseppe Quaranta. Per quell’omicidio, la Direzione distrettuale antimafia di Palermo, aveva inviato gli avvisi di garanzia a tre persone. Nomi fatti già anni fa dai due pentiti di mafia, ma non si è mai arrivati a fare luce sulla dolorosa vicenda.
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