Nell’inchiesta denominata “Waterloo”, su un’associazione a delinquere attorno alla società idrica “Girgenti Acque”, recentemente fallita, oltre agli 8 soggetti fermati, sono indagate complessivamente 84 persone, per 50 delle quali, la Procura della Repubblica di Agrigento, si appresta a notificare l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Tra questi ci sarebbero il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, l’ex presidente della Provincia Regionale di Agrigento Eugenio D’Orsi, il deputato Francesco Scoma.
Scoma e Miccichè, per avere ricevuto – sostiene l’accusa – contributi elettorali illeciti in occasione delle elezioni regionali del 2017. Ed ancora, l’ex prefetto di Agrigento, Nicola Diomede, rimosso dal Consiglio dei Ministri nel 2018, dopo la notifica dell’avviso di garanzia, è indagato per abuso di ufficio e concorso esterno in associazione a delinquere.
A vario titolo sono stati contestati i reati di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di reati contro la pubblica amministrazione, l’ambiente, la fede pubblica e il patrimonio, corruzione, abuso in atti di ufficio, falso in bilancio, inquinamento ambientale, truffa ed altro. Si attende ora la convalida del Gip e l’emissione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere come richiesto dalla Procura.
I fermati sono Marco Campione, 60 anni, ex presidente di “Girgenti Acque”; Pietro Arnone, 58 anni, amministratore unico di “Hydortecne”; Calogero Patti, 53 anni, dipendente di “Girgenti Acque”; Angelo Piero Cutaia, 51 anni, direttore amministrativo di “Girgenti Acque”; Gian Domenico Ponzo, 54 anni, direttore generale “Girgenti Acque”; Francesco Barrovecchio, 61 anni, responsabile tecnico “Hydortecne”; Calogero Sala, 61 anni, direttore tecnico e progettazione “Girgenti Acque”; Igino Della Volpe, 63 anni, membro del consiglio di amministrazione di “Girgenti Acque”.
L’operazione è stata condotta dai carabinieri del Nucleo operativo, dai militari del Noe, dalla Guardia di finanza, e dal personale della Dia, dopo un’indagine durata quattro anni, e coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento. I particolari sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla presenza del procuratore capo Luigi Paronaggio, e dal procuratore aggiunto Salvatore Vella.
Al vertice del sodalizio criminale – dicono i magistrati agrigentini – c’era l’imprenditore Marco Campione, già presidente del Cda di Girgenti Acque, e amministratore di fatto delle società “Gruppo Campione”. Avrebbe operato in regime di monopolio con relativi guadagni.
“E’ emersa un’associazione a delinquere di colletti bianchi che ha inquinato non soltanto l’ambiente della provincia di Agrigento ma anche la vita politica, imprenditoriale, economica e sociale gestendo decine di milioni di euro di capitali illeciti per favoritismi e scambi clientelari. Il capo indiscusso è Marco Campione – prosegue il procuratore aggiunto Vella – che si avvaleva di uomini di fiducia con grandi competenze professionali e che erano alle sue dipendenze sia per attività lecite che illecite. La merce di scambio era il suo grande potere economico ma anche la capacità di incidere sul lavoro considerando che Girgenti Acque è la prima azienda in provincia di Agrigento per fatturato”
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