Abbiamo seguito la vicenda sin dall’inizio, quando si palesava il rischio licenziamento dei dipendenti sino a quando, un anno fa, si è arrivati anche alla chiusura dei cancelli della struttura, con il trasferimento di tutte le suore presenti. Parliamo del Boccone del Povero di Favara.
A distanza di qualche tempo, ritorniamo a parlarne oggi perché ieri sull’albo pretorio online del Comune di Favara è apparso un avviso a firma di Angelo Failla, commissario straordinario nominato per gestire la struttura.
Nell’avviso si invitano gli Enti Ecclesiastici ”Congregazioni Religiose Femminili” (Suore) a inviare, se interessati, la propria manifestazione di interesse al fine di gestire la struttura.
Si legge come l’Istituto Pubblico di Assistenza e Beneficenza Opera Pia Barone Mendola, ”al fine di adempiere compiutamente alla volontà dei fondatori dell’Opera Pia ”Barone Mendola”… invita gli Enti Ecclesiastici ”Congregazioni Religiose Femminili” (Suore), se interessati, a manifestare, mediante Posta Elettronica Certificata (P.E.C) o Racc. A.R. entro il 10 (dieci) di Marzo, anno corrente, interesse a subentrare nell’assistenza alla Congregazione Femminile Suore Serve dei Poveri – Boccone del Povero–, che in data 10 gennaio 2016 si sono definitivamente ritirate da questa Istituzione”.
Insomma, dopo che la Congregazione Serve dei Poveri ha deciso di abbandonare la struttura, si cercano nuovi enti per gestire quello che fu un luogo dove tanti hanno avuto assistenza.
Qualora non si trovi nessuna ”Congregazione Religiosa Femminile” che voglia gestire il Boccone del Povero, la magnifica struttura, che si affaccia sulla collina San Francesco, passerà nella mani del Comune di Favara che dovrà gestirla per scopi socio–assistenziali previsti dalla legge regionale 22/1986.
Ricordiamo che la struttura, di proprietà della Regione, è stata donata dal Barone Antonio Mendola con lo scopo di aiutare i più poveri. Volle costruire un orfanotrofio femminile e un asilo per gli invalidi e gli anziani: l’opera fu inaugurata l’8 settembre 1892.
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