I sottofirmatari nella qualitá di Consiglieri Comunali del Comune di Favara,
· premesso che i comuni siciliani vivono una fase storica dal punto di vista economico – finanziario assolutamente grave e senza precedenti;
· tenuto conto che negli ultimi anni i trasferimenti da parte del Governo Nazionale e Regionale sono sempre minori e arrivano nelle casse dei Comuni con elevato ritardo;
· considerato che, per evitare il dissesto finanziario, gli enti locali sono costretti a scaricare sui propri concittadini una pressione tributaria (Addizionale Irpef, IMU, ecc.) insostenibile;
· atteso che non si riescono più a garantire i servizi essenziali, trovandosi nelle condizioni di sacrificare numerosi posti di lavoro;
· considerato che nonostante gli sforzi e le scelte che questo consiglio comunale ha fatto con le misure correttive (delibera n.1/2013e n.10/2014) , queste sono rimaste lettera morta per responsabilitá dell’A.C., cosi come rilevato dalla stessa Responsabile dei Servizi Finanziari nel verbale n° 1 del 11/02/2015 inviato alla Corte dei Conti, dove testualmente scrive: “I notevoli ritardi nella realizzazione delle misure correttive causano la permanenza di forti preoccupazioni per gli equilibri di bilancio”;
· tenuto conto che questo consiglio comunale – fin dall’inizio della legislatura – è stato privato delle sue funzioni in quanto gli atti gli sono stati sempre sottoposti a ridosso delle scadenze o addirittura oltre tali date, da ultimo vedasi il Bilancio di Previsione 2014 approvato con estrema urgenza il 31/12/2014. Questo senza dubbio non dá la facoltá al Consiglio Comunale di poter intervenire sulla programmazione dell’ente;
· ritenuto che il Consiglio non viene mai posto nelle condizioni di assumere le proprie decisioni in maniera serena, ma sempre sotto il ricatto morale di una imminente scadenza o, ancor più grave, del pericolo di mettere a rischio centinaia di posti di lavoro;
· da lungo tempo si assiste ad una esautorazione del ruolo del Consiglio Comunale, ridotto a mero notaio delle altrui decisioni, in particolare di recente ( con riferimento alla delibera di Ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale di cui all’art.243 – bis TUEL ) abbiamo assistito al verificarsi di una vicenda alquanto grave, ossia la Responsabile dei Servizi Finanziari ha deciso autonomamente di intraprendere la procedura di cui all’art. 243–bis TUEL, privando di fatto il Consiglio di valutare la possibilitá di esperire dapprima l’iter ordinario di cui agli artt. 193 e 194 TUEL, così come previsto dall’art.153 co.6, scelta che rientrava nell’esclusiva competenza del Consiglio Comunale. Inoltre, alla luce dei dati differenti emergenti dalle note (che si susseguono a distanza di pochissimo tempo) della Responsabile del Servizio Finanze (verbale n. 01 dell’11/02/2015 indirizzato alla Corte dei Conti; nota prot. n. 9158 del 02/03/2015 e nota prot. N. 11214 del 12/03/2015 ) e del Collegio dei Revisori dei Conti (verbale n.117 del 09/03/2015 e n.118 del 16/03/2015 pervenuto all’Ufficio di Presidenza alle ore 14.00 di oggi) non riusciamo a cogliere in maniera chiara e inequivocabile la effettiva situazione economico–finanziaria dell’Ente – pur conoscendone l’assoluta gravitá –. Ciò ingenera in noi ulteriore confusione e incertezza nella direzione di una decisione serena e lucida per salvaguardare il futuro dell’Ente;
· a queste condizioni e in una situazione di enorme criticitá non ha più senso assurgere al ruolo di parafulmine delle altrui responsabilitá: responsabilitá derivanti dalla mancata attuazione delle misure correttive; responsabilitá dirigenziali per l’approssimazione con cui viene espletato il proprio incarico; ma soprattutto responsabilitá amministrativa per una mancata seria organizzazione e gestione del personale, dei servizi, per la omessa programmazione e pianificazione di tutte quelle azioni che avrebbero dovuto evitare l’attuale disastro economico in cui versiamo (lotta all’evasione; stesura del piano di alienazione e valorizzazione dei beni non strumentali; rivisitazione dei contratti; recupero oneri di urbanizzazione pregressi ancora da incassare; mancata attuazione di tutte quelle attivitá funzionali ad incrementare le entrate). A tutto ciò si aggiunga l’assoluto disastro in cui versa la Cittá: dalla viabilitá (strade disastrate, circolazione caotica e selvaggia, mancato controllo sull’occupazione del suolo pubblico) alle Ville Comunali (sempre chiuse, sporche e non fruibili dalla cittadinanza); dai Servizi (vedi servizio mensa, servizio asili nido, servizio raccolta rifiuti, assolutamente fallimentare e con gravi ricadute sulla salute pubblica e sulla pulizia della cittá ridotta in alcune zone a discarica a cielo aperto) al Personale (male gestito e non valorizzato, anzi oggetto di ripicche personali);
· si deve inoltre a questo Sindaco un primato, quello di avere privato del loro entusiasmo i tanti giovani presenti in Consiglio che contavano sulla sua esperienza politica cinquantennale e che avrebbero potuto certamente rappresentare una importante risorsa per il riscatto politico – amministrativo della Cittá. Egli ha improntato tutta la legislatura agli insulti e ai veleni, piuttosto che preoccuparsi di assicurare un affidabile governo alla cittá con una maggioranza numerica stabile, dimostrando quindi grave incapacitá politica;
· infine riteniamo che il Piano di Riequilibrio per essere credibile necessiterá di misure drastiche che incidano su elementi strutturali, chiedendo ulteriori sacrifici alla nostra Cittá per i prossimi dieci anni; credibilitá che questo Sindaco e questa Amministrazione non saranno in grado di assicurare, soprattutto alla luce della incapacitá ad attuare le più blande misure correttive;
· l’attesa dell’ approvazione del Piano di riequilibrio sará finalizzata al “tirare a campare” per qualche altro mese per coloro che sono restii a rinunciare al proprio potere e ad abbandonare la propria poltrona con tutti i vantaggi che essa comporta.
Tutto ciò premesso e considerato,
precisiamo che non si tratta di una fuga dalle proprie responsabilitá,
ma è proprio il senso di responsabilitá a spingerci alle dimissioni, un gesto di amore nei confronti della nostra cittá. Attraverso questa azione forte ed irrevocabile speriamo si possano scuotere le acque stagnanti in cui oggi versa la situazione amministrativa di questo ente.
Probabilmente alcuni lo leggeranno come un gesto di vigliaccheria, noi invece auspichiamo che da esso scaturiscano dimissioni di massa sia del Consiglio che di tutta l’Amministrazione Comunale perché riteniamo che questo sia il gesto più forte, coraggioso e coerente che si sia avuto negli ultimi 4 anni.
Per quanto sopra esposto
I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI COMUNALI RASSEGNANO LE PROPRIE DIMISSIONI
Maria Vella
Erica Matina
Tania Sgarito
Paolo Dalli Cardillo
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