Inflitta la condanna a 4 anni e 2 mesi di reclusione per Luciano Montemurro, 66 anni, di Favara. Assolti invece i fratelli Angelo e Diego Favata, di 61 e 53 anni, di Canicattì. La sentenza è stata emessa dai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Agrigento, presieduta da Fulvia Veneziano, nell’ambito del processo scaturito dall’operazione denominata “Multilevel”, che ha permesso la scoperta di una presunta mega truffa.
Tra le vittime tanti disoccupati, ma anche piccoli imprenditori, commercianti e la proprietaria di un bar pasticceria, tutti con la speranza di trovare il “posto fisso”.
Il pubblico ministero Federica Rabajoli aveva chiesto dieci anni di reclusione per Montemurro, che durante gli incontri si sarebbe presentato come “cardinale” o “vescovo di Monreale”, mentre per i fratelli Angelo e Diego Favata le richieste erano rispettivamente di quattro anni e dieci mesi e quattro anni. Le accuse contestate a vario titolo erano di associazione a delinquere e truffa. L’ammontare dei risarcimenti sarà stabilito in sede civile.
Quasi duecento persone a cui, dietro il pagamento di una tangente, era stata promessa l’assunzione come personale all’interno della fantomatica base militare da realizzare nella suggestiva località di “Punta Bianca”. E per rendere il progetto più credibile, gli imputati avrebbero speso il nome del generale di Corpo d’armata Luciano Portolano, illustre cittadino agrigentino, facendo firmare finti contratti e distribuendo i tesserini che sarebbero serviti una volta iniziato il lavoro.
Le indagini, condotte sul campo dai carabinieri della Compagnia di Canicattì, sono partite nel febbraio 2020, in piena emergenza Covid, e si sono concluse nel mese di agosto del 2021. Sono almeno 160, tra le province di Agrigento, Caltanissetta e Palermo, le persone raggirate. I truffati avrebbero versato somme a partire da 2.500 euro ciascuno per saltare l’esame di assunzione.
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