Tre condanne e due assoluzioni. È la sentenza emessa dal gup del Tribunale di Agrigento Alfonso Malato in merito a una vicenda risalente al 2015 e che ha visto coinvolte cinque persone.
I cinque, tutte favaresi tranne uno, sono stati giudicati sulla vicenda riguardante la rapina di una moto e la richiesta di riscatto per restituirla.
Ieri, come detto, la decisione del giudice. Condannati a 1 anno e 6 mesi di reclusione Antonio Sanfilippo di 22 anni, Walter Bosco, di 39, e Alessandro Sguali, di 42. Assolti invece gli altri due imputati Giuseppe Bosco di 24 anni e Aurelio Sanfilippo di 59.
Il gup Malato ha però riqualificato uno dei reati contestati, ovvero la richiesta di riscatto in esercizio arbitrario delle proprie ragioni con violenza; mentre per l’ipotesi di reato di estorsione gli imputati sono stati tutti assolti.
Secondo quanto ricostruito dagli agenti, che avevano il 10 novembre del 2015 eseguito tre arresti, un obbligo di presentazione alla Polizia e indagata una quinta persona, la vittima, un trentenne favarese, avrebbe concordato la vendita della propria moto a Sanfilippo per 4 mila euro. Somma che sarebbe stata poi ritenuta troppo esosa dagli arrestati i quali avrebbero raggiunto la vittima al Villaggio Mosè e rapinatolo della moto. Mezzo a due ruote che gli agenti avevano poi recuperato in una concessionaria in quanto era già stata rimessa in vendita.
Gli imputati, difesi dall’avvocato Giuseppe Barba, si sono sempre giustificati sostenendo, invece, che il loro accusatore, lamentando di avere problemi economici, si sarebbe fatto prestare alcune migliaia di euro da Sanfilippo che poi si accorse che, invece, erano stati utilizzati per comprare la moto. Ne sarebbe sorto un litigio – sempre secondo la loro versione – fino all’accordo di saldare il debito con la moto stessa.
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