“In merito alle iniziative poste in essere dall’amministrazione comunale di Favara teniamo a puntualizzare che il Gestore ha adempiuto al compito di predisporre soluzioni progettuali esecutive, oltre che mantenere il preesistente impianto depurativo, ereditato dai precedenti gestori (con i relativi oneri: energia, personale, smaltimento fanghi)”. A parlare è la società Girgenti Acque in risposta alla richiesta presentata dall’amministrazione comunale di Favara circa la non depurazione dell’impianto e quindi del non dovuto canone nelle bollette. “In ossequio alla normativa vigente (D. Lgs. 3/04/2006 n° 152 – Testo Unico in materia ambientale e D. M. 30/09/2009), –continuano dalla società– se l’utenza è ubicata in una zona servita da un impianto di depurazione attivo, la relativa tariffa è dovuta in ogni caso, in quanto si ha un processo di depurazione e costi di gestione del servizio che devono essere coperti dalla tariffa. La debenza della tariffa di depurazione –scrivono ancora dalla società– è legata alla presenza di un impianto attivo e funzionante, a prescindere dal livello di efficienza dello stesso. Il livello di efficienza dipende da altri fattori esterni alla gestione aziendale legati per lo più alle carenze strutturali degli impianti acquisiti dai precedenti gestori. È l’Autorità d’ambito –prosegue ancora la nota– ad aver deliberato la tariffa unica del Servizio idrico integrato, in forza di parametri tra cui non sono contemplati quelli della qualità dell’acqua e la qualità della depurazione. Si evidenzia che le decisioni inerenti al calcolo della tariffa in relazione anche agli aspetti tecnici ed economici della gestione, nonché il perimetro di applicazione della stessa, –conclude nella nota Girgenti Acque– fanno parte della competenza esclusiva del consorzio di Ambito Territoriale ottimale di Agrigento e che Girgenti Acque S.p.A. risulta al riguardo mero esecutore”.
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