Eseguito ieri al cimitero di Favara l’esame autoptico sul cadavere dell’empedoclino Carmelo Ciffa. A effettuarlo il medico legale Cataldo Ruffino, incaricato dalla Procura della Repubblica di Agrigento a eseguire l’ispezione cadaverica.
Dai primi riscontri i colpi che avrebbero raggiunto l’operaio Ciffa sarebbero stati 4: due al torace, uno al braccio e uno al collo. Altri tre spari hanno raggiunto invece due auto parcheggiate: un colpo al parabrezza della Seat, altri due colpi a una Fiat punto.
In totale sarebbero stati quindi 7 gli spari con una pistola calibro 9 indirizzati al 42enne dai due killer a bordo di una moto, anche se a fare fuoco con molta probabilità pare sia stato uno solo e lo avrebbe fatto seduto sulla sella dello scooter.
Queste le ulteriori novità sul caso dell’omicidio di Carmelo Ciffa, avvenuto mercoledì scorso in c.so Vittorio Veneto a Favara, all’altezza del supermercato Paghi Poco. Omicidio avvenuto in pieno centro cittadino e soprattutto in pieno giorno.
Chiara anche la traiettoria dei proiettili che confermerebbe l’arrivo del ciclomotore da via Cina.
Sul caso continuano le investigazioni. Le indagini sarebbero passate alla Squadra Mobile di Agrigento. I poliziotti si stavano già occupando – in parallelo con i colleghi del Belgio – delle indagini sul delitto di Liegi dove a metà settembre due agrigentini, un empedoclino e un favarese, sono rimasti vittima di una imboscata. In quella occasione Mario Jakelich, 28 anni, di Porto Empedocle è deceduto. Il favarese quarantenne Maurizio Di Stefano, invece, rimase gravemente ferito.
I poliziotti dovranno lavorare per capire se i fatti di sangue successi siano in qualche modo collegati.
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