È cominciato lo sciopero degli autotrasportatori siciliani, annunciato nei giorni scorsi per protestare contro il caro carburante. Alla mobilitazione, in programma dal 16 al 22 ottobre, non aderiscono le imprese di Confindustria Catania.
I tir e i camion degli aderenti al Comitato Trasporto Siciliano sono fermi nei piazzali delle ditte e nei porti, dove non scaricano le navi.
Da questa mattina, all’ingresso di Gela, sul tratto della statale 117 bis che collega a Catania, si registrano forti rallentamenti a causa della presenza dei mezzi pesanti. Gli autotrasportatori hanno anche organizzato un breve blocco stradale all’altezza del Castelluccio, poi rimosso grazie all’intervento delle forze dell’ordine.
Decine di camion sono fermi anche al presidio degli agricoltori, sempre a Gela, mentre le autorità continuano a monitorare la situazione. «I nostri camion resteranno nei piazzali aziendali a oltranza — spiegano i manifestanti —. Il prezzo del carburante a 2,30 euro per noi è insostenibile: ogni pieno ci costa circa mille euro in più. Considerando le navi e il costo del biglietto, la spesa extra è di 700 euro».
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