Le lezioni alla scuola elementare “Don Bosco” di Favara posso riprendere tranquillamente, il piano di sotto è sicuro.
È quanto ci ha detto, confortata dalla relazione tecnica dei Vigili del Fuoco, la dirigente scolastica della scuola, la prof.ssa Brigida Lombardi.
Intanto gli arredi che erano nelle classi al piano superiore sono stati spostati al piano di sotto dalla Protezione Civile “Fenice” sezione di Favara.
Stamattina, oltre a loro e ai genitori degli alunni che frequentano la scuola, c’erano anche gli agenti della Polizia Municipale, i carabinieri di Favara e parte dell’amministrazione comunale; assenti il sindaco e gli assessori Zarbo e Vita.
Stavolta gli amministratori comunali presenti si sono mostrati nei confronti dell’informazione televisiva pubblica, quella resa da Sicilia TV, più disponibili rispetto al passato.
5 le classi evacuate, dicevamo: una andrà al piano di sotto, l’altra al plesso di via Bersagliere Urso, mentre 3 classi, due quinte e una terza, saranno spostate nella scuola “Domenico Savio – Palmoliva”.
Ma con gli spostamenti, immancabili arrivano le segnalazioni di disagi.
Diversi genitori hanno segnalato l’impossibilità di poter accompagnare i propri figli nella nuova sede di via Palmoliva a causa della distanza dall’ abitazione. “Abbiamo una sola macchina in famiglia – ha detto una mamma– che viene usata da mio marito la mattina presto per andare a lavorare e non ho alcuno che possa accompagnare i miei figli con la pioggia e con il freddo fino a scuola, come farò?” – ha chiesto a tutti.
Servirebbe a questo punto un pulmino ad hoc, ma dal Comune alzano le mani. “Non abbiamo fondi economici per queste spese. –hanno risposto– I genitori devono provvedere di tasca propria”.
Un’altra mamma segnala che le opere di manutenzione al piano di sopra, quando verranno trovati i fondi perché possano essere eseguiti, oltre a causare forti rumori che disturberanno inevitabilmente le ore di lezione degli studenti presenti al piano di sotto … potrebbero ledere la loro incolumità. “Le vibrazioni causate, ad esempio, dall’uso di martelli pneumatici nel piano di sopra –si chiede la signora– causeranno pericoli al piano sottostante?”. Dal Comune rispondono: “I lavori verranno eseguiti in orari extrascolastici”.
Intanto occorre andare avanti e i bambini devono riprendere le lezioni.
Per la cronaca, l’Associazione di Protezione Civile “Fenice” ha tenuto a sottolineare alla nostra redazione che hanno dovuto comprare i caschi di protezione di tasca loro, attingendo dal fondo cassa dell’associazione. “Dal Comune –ci dicono– non hanno mantenuto la promessa fattaci il giorno del crollo di dotarci di caschi di protezione”.
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