Il piano di riequilibrio approvato dal Comune quale grande differenza potrebbe portare con la dichiarazione di dissesto finanziario?
Intanto diciamo subito che grazie al consiglio comunale al municipio sono stati concessi tre mesi di tempo, anche se in piena agonia, per permettere al sindaco di proporre al civico consesso, che dovrà ovviamente approvarlo, il piano di riequilibrio che in pratica traccerà le linee sul come i cittadini e le imprese di Favara dovranno pagare con lacrime e sangue i debiti contratti dall’Ente.
Ma poi i nodi arrivano al pettine.
La previsione del piano di riequilibro non prevede per i 68 precari storici del Comune il rinnovo del contratto, ponendoli sull’orlo del licenziamento. 68 famiglie perderanno probabilmente la loro fonte di sostentamento.
Per non farci mancare nulla, vi diciamo anche che questa sarà una Pasqua magra per TUTTI i 500 lavoratori che lo scorso 27 marzo non hanno ricevuto lo stipendio. Nelle casse comunali non c’è liquidità e non si possono più chiedere prestiti alle banche per via degli interessi che poi verranno richiesti. Prestiti, chiamati in gergo “anticipazioni di cassa”, sono stati chiesti troppe volte e la Corte dei Conti ha più volte fatti richiami all’amministrazione comunale.
Davvero un’ottima politica quella fatta da Manganella. Appena insediato, lui che conosceva bene la situazione politico–finanziaria ha fatto guerra all’AIPA, che era la società che si occupava di recuperare il denaro dai cittadini morosi e che quindi rimpinguava le casse comunali. E dopo averla buttata fuori, con i suoi 500 impiegati, gli stessi che ora sono senza stipendio, non ha fatto di tutto per impegnarli a lavorare per recuperare denaro, facendo pagare tutti per fare pagare meno!
E pensare che proprio Manganella, per sopperire al lavoro dell’AIPA, aveva fatto spendere altri 60mila euro circa per acquistare un innovativo software che sarebbe dovuto servire proprio a recuperare denaro. Programma che, ovviamente, non è stato utile allo scopo. Quindi, altri soldi spesi “bene” dal buon padre di famiglia. Bravo!
Finale della storia? Che non ci sono soldi, neanche un centesimo ,e che 500 dipendenti forse non festeggeranno nemmeno la Pasqua!
Ritornando alla domanda iniziale: quale differenza ci potrebbe essere tra il dissesto finanziario e il piano di riequilibrio? Il primo impegna i cittadini a soffrire per due anni, l’altro dovrebbe impegnarli per dieci.
Insomma comunque vadano le cose, gli attuali amministratori lasceranno ai propri concittadini una eredità tremenda. E se la colpa si vuol dare solo agli amministratori del passato, Manganella e buona parte della politica, di certo, conoscendo la situazione comunale, non posso esimersi dal dire di aver sferrato il corpo di grazia all’Ente invece di adoperarsi a risollevarlo. Colpo di grazia, dicevamo, che adesso non porterà purtroppo alla fine delle sofferenze ma a una lenta, dolorosa e lunga, forse lunghissima, agonia per tutte le imprese e i cittadini.
Intanto dalla Corte dei Conti sono in allarme proprio sul caso Favara e sottolineano come l’amministrazione Manganella non abbia nemmeno dato corso alle misure correttive che erano state richieste dal Consiglio Comunale, organo chiamato a indirizzare e controllare ma che praticamente è stato snobbato dal sindaco, e questo non fa onore nemmeno ai 30 rappresentanti del popolo che comunque alla fine approvano l’operato di Manganella e non lo mandano a casa. E proprio sul rendiconto Enti locali e sul consuntivo 2013, la Magistratura contabile ha convocato l’amministrazione comunale per il prossimo giovedì 2 aprile. Speriamo che Manganella sia presente all’incontro e non capiti anche in questa occasione che impegni lo costringano fuori sede.
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