C’è un luogo, nascosto e silenzioso ad Agrigento, che custodisce le radici della nostra bellezza moderna, ma che oggi versa in uno stato di inaccettabile abbandono. È la tomba del capitano Alexander Hardcastle, l’ufficiale della Royal Navy che negli anni Trenta scelse la nostra terra come sua patria d’elezione, innamorandosi perdutamente della Valle dei Templi.
«A lui dobbiamo gran parte del volto che oggi ammiriamo e che tutto il mondo ci invidia», afferma l’imprenditore agrigentino Giovanni Parisi, promotore di un’iniziativa volta al recupero del sito. «Con una generosità visionaria e risorse interamente sue, Hardcastle finanziò campagne di scavo fondamentali, acquistò terreni, promosse restauri e fu l’artefice della magnifica anastilosi delle colonne del Tempio di Ercole. Senza il suo mecenatismo illuminato, la Valle dei Templi non avrebbe forse riacquistato lo splendore che oggi attraversa i millenni».
Eppure, a decenni di distanza da quel generoso abbraccio alla comunità agrigentina, la sua sepoltura appare oggi dimenticata, lasciata a se stessa e priva di quel decoro che spetta di diritto a un benefattore dell’umanità e della cultura.
«Vederla in questo stato — continua Parisi — non è solo una ferita al paesaggio, è una macchia sulla nostra memoria collettiva, il segno di una pericolosa ingratitudine. Egli non chiese nulla in cambio se non di poter custodire e valorizzare le nostre pietre. Oggi siamo noi a dover custodire la sua memoria. Per restituire dignità a questo luogo sacro per Agrigento e per gli agrigentini non servono grandi opere o cifre astronomiche: basterebbe un intervento mirato, poche risorse economiche e, soprattutto, un sussulto di orgoglio civico e istituzionale».
L’imprenditore lancia così un appello accorato alle autorità cittadine, agli enti di tutela, al Parco Archeologico, alle associazioni culturali e a tutti i cittadini che amano Agrigento: «Uniamo le forze. Promuoviamo un progetto di restyling e cura della tomba di Alexander Hardcastle prima che l’oblio cancelli del tutto il segno di chi ha fatto tanto per noi. Restituire decoro al capitano inglese significa, in fondo, restituire decoro a noi stessi», conclude Parisi.
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