Un uomo di trent’anni originario di Bivona è stato rinviato a giudizio con le pesanti accuse di maltrattamenti in famiglia ed estorsione commessi ai danni della madre. Il processo a carico dell’imputato prenderà il via il prossimo 1 dicembre davanti al giudice del Tribunale per la prima udienza dibattimentale.
Nelle fasi preliminari, la difesa del giovane aveva avanzato la richiesta di ammissione al rito abbreviato condizionato, un’istanza che è stata tuttavia rigettata dal giudice, decretando così il passaggio al rito ordinario.
I fatti contestati affondano le radici in un lungo e doloroso contesto familiare. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la vicenda si sarebbe consumata in un arco temporale di sei anni, compreso tra il 2020 e il 2026. Al centro dell’impianto accusatorio ci sarebbero le continue e asfissianti pretese economiche del trentenne. L’uomo, stando alle indagini, era solito avanzare ripetute richieste di denaro alla madre; dinanzi ai rifiuti di quest’ultima, la situazione degenerava in veri e propri episodi di maltrattamento ed estorsione.
A delineare la gravità delle condotte vi sarebbe anche un episodio specifico citato negli atti d’indagine: in un’occasione, l’imputato avrebbe sfogato la propria rabbia distruggendo il portone d’ingresso dell’abitazione della madre, non esitando subito dopo a scattare una fotografia del danneggiamento per inviargliela sul telefono, in chiaro segno di intimidazione.
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