Incredula la comunità di Licata la mattina del primo novembre. Nel giorno dedicato al ricordo dei defunti, la città si è trovata a fare i conti con un gravissimo atto sacrilego che assume tutti i contorni di una pesante e mirata intimidazione di stampo politico.
Nel corso della notte, un manipolo di vandali ha preso di mira e devastato le tombe di famiglia del sindaco, l’avvocato Angelo Balsamo, e dell’assessore ai Servizi cimiteriali, Giuseppe Federico. Il duplice attacco è avvenuto contemporaneamente in due distinti luoghi di sepoltura cittadini: al cimitero dei Cappuccini è stata profanata la tomba della famiglia Balsamo, mentre all’interno del cimitero di Marianello è stata pesantemente danneggiata la sepoltura dei familiari dell’assessore Federico.
La scoperta è avvenuta nelle prime ore della mattinata, proprio mentre i cittadini si apprestavano a fare visita ai propri cari per la ricorrenza di Ognissanti. Lo scenario apparso agli occhi dei primi testimoni e dei custodi è stato desolante: lapidi abbattute, coperture in marmo distrutte e spezzate, monumenti storici lesionati e vasi di fiori scaraventati tra i detriti. I danni strutturali sono ingenti e la violenza con cui i manufatti sono stati rovesciati dimostra una chiara volontà di distruzione.
Non si è trattato di un comune atto di vandalismo casuale. Il bersaglio era estremamente specifico: la massima autorità cittadina e l’esponente della giunta che detiene la responsabilità politica e gestionale dei camposanti di Licata.
L’episodio giunge peraltro al culmine di una serie di tensioni legate alla netta inversione di tendenza intrapresa dall’amministrazione comunale. Da circa tre mesi, infatti, il sindaco Balsamo e l’assessore Federico sono fortemente impegnati in un’opera di radicale riorganizzazione e ripristino della legalità nella gestione dei servizi cimiteriali locali. Questa pesante offensiva segue cronologicamente un altro fatto sospetto registrato nei giorni scorsi proprio a Marianello, dove erano già stati vandalizzati gli uffici del personale, alcuni infissi e due mezzi elettrici utilizzati per il trasporto delle persone anziane e con disabilità.
Sul posto sono immediatamente intervenuti i Carabinieri della locale Compagnia, che hanno avviato i primi rilievi scientifici e l’analisi dei varchi d’accesso delle due strutture. Gli inquirenti mantengono il massimo riserbo, ma la pista dell’avvertimento legato all’attività amministrativa e ai controlli sui cimiteri resta l’ipotesi investigativa più accreditata.
Nel frattempo, il mondo della politica siciliana e la cittadinanza si stanno stringendo attorno ai due amministratori. Numerosi i messaggi di solidarietà giunti da partiti, colleghi sindaci della provincia di Agrigento e istituzioni regionali, che condannano fermamente un gesto vile che colpisce non solo le istituzioni democratiche, ma anche il sacro rispetto dovuto alla memoria dei morti. L’amministrazione comunale, dal canto suo, ha fatto sapere che l’azione di ripristino delle regole e della trasparenza nei cimiteri non si fermerà davanti a queste vili minacce.
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