Il sedicenne egiziano indagato per l’omicidio di Gabriele Vaccaro ha fornito la sua versione dei fatti agli investigatori. Il ragazzo ha dichiarato di aver agito per paura dopo essere stato minacciato e aggredito. Gabriele Vaccaro, venticinquenne favarese, è morto nella notte tra il 18 e il 19 aprile scorsi a Pavia. Il giovane è stato colpito da una coltellata in un parcheggio della città lombarda.
“Sono stato minacciato, hanno tentato di aggredirmi e ho agito per paura”, ha raccontato il minorenne agli agenti dopo il fermo. Il ragazzo ha aggiunto di essersi subito accorto di aver ferito la vittima. Secondo la ricostruzione fornita dall’indagato, prima uno degli amici del venticinquenne lo avrebbe avvicinato. Successivamente, un secondo uomo più robusto e con la barba lo avrebbe raggiunto.
Il sedicenne ha spiegato agli investigatori di aver reagito a un tentativo di aggressione. “Ero impaurito e d’istinto ho sferrato una coltellata”, ha dichiarato. Dopo il colpo, il ragazzo ha notato immediatamente una perdita di sangue dalla vittima. Quindi si è dato alla fuga. L’arma utilizzata per l’omicidio non è mai stata ritrovata. Resta quindi un mistero la sorte del coltello.
Il trasferimento del 16enne dopo problemi in carcere
Nelle settimane successive al fermo, il minorenne è stato trasferito dal carcere Beccaria di Milano. Il ragazzo ha avuto infatti problemi con altri detenuti che lo avrebbero aggredito. Di conseguenza, le autorità hanno disposto il trasferimento in un istituto penitenziario di Benevento. Il provvedimento si è reso necessario per garantire la sicurezza del giovane indagato.
La relazione autoptica su Gabriele Vaccaro
Nei giorni scorsi è stata depositata la relazione dell’autopsia sulla salma di Gabriele Vaccaro. Il medico legale ha escluso che un intervento più rapido avrebbe potuto salvare il venticinquenne. “È altamente inverosimile che un soccorso più tempestivo avrebbe potuto scongiurarne la morte”, si legge nella relazione. Pertanto, la coltellata ha provocato lesioni troppo gravi per consentire la sopravvivenza.
Il giovane favarese è deceduto in seguito alla ferita riportata. Inoltre, l’arma del delitto non è mai stata recuperata nonostante le ricerche. L’indagine prosegue per ricostruire con esattezza la dinamica dei fatti. Resta da chiarire se effettivamente vi sia stata una provocazione o un tentativo di aggressione ai danni del minorenne. Gli inquirenti stanno ascoltando i testimoni presenti quella notte nel parcheggio di Pavia.
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