Il sedicenne indagato per l’omicidio di Gabriele Vaccaro ha fornito agli inquirenti ulteriori dettagli su quella notte. Il giovane, unico a trovarsi in carcere per il delitto, ha parlato dell’arma che ha ucciso il venticinquenne favarese la notte tra il 19 e il 20 aprile 2026 in un parcheggio a Pavia. Secondo quanto riportano i media locali, il minorenne ha dichiarato di aver trovato il coltello per caso. L’arma del delitto non è mai stata ritrovata.
La versione del minorenne sull’arma
“Avevamo lasciato le giubbotti e felpe in auto per non pagare il guardaroba in discoteca”, ha spiegato il ragazzo agli inquirenti. “Quando siamo tornati in macchina ho preso una felpa e ho trovato il coltello che però non era mio”, ha aggiunto. Inoltre ha precisato: “Così l’ho preso per fare uno scherzo, volevo nasconderlo. Anche quando siamo andati nel parcheggio ce l’avevo”. Tuttavia, le indagini devono ancora verificare questa ricostruzione dei fatti.
La dinamica dell’aggressione a Pavia
Gabriele Vaccaro si trovava in compagnia di altri due amici quando è stato fermato dal gruppo del sedicenne. Infatti, oltre al minorenne in carcere, risultano indagati a piede libero per concorso in omicidio un altro minorenne e due maggiorenni. È nato un battibecco sulle pizze che il giovane di Favara aveva appena acquistato. Subito dopo è scattata la coltellata fatale e il gruppo si è dato alla fuga.
I ritardi nei soccorsi al centro delle indagini
Vaccaro non è stato trasportato immediatamente in ospedale dopo l’aggressione. Gli amici lo hanno portato a casa, dove sono stati allertati i soccorsi. Perciò la difesa dell’indagato chiede di fare chiarezza su questo aspetto, sostenendo che il ragazzo si sarebbe potuto salvare con un intervento tempestivo. Di conseguenza, i risultati dell’autopsia potrebbero fornire elementi decisivi su questo dettaglio cruciale.
L’attesa per gli esiti dell’autopsia
Bisognerà attendere ancora qualche settimana per conoscere i risultati dell’autopsia eseguita sulla vittima. La consulente della procura ha infatti chiesto una proroga rispetto al mese inizialmente concesso per depositare gli atti. Il documento servirà a fare luce su alcuni aspetti fondamentali di quanto accaduto quella notte. In particolare, l’esame potrebbe chiarire se un intervento immediato avrebbe potuto salvare la vita al venticinquenne.
Il quadro accusatorio
Le accuse a carico degli indagati non sono ancora definitive e dovranno essere vagliate nel corso del procedimento giudiziario. Tuttavia, il quadro investigativo appare articolato, con quattro giovani coinvolti a diverso titolo. Tra l’altro, la ricostruzione degli eventi di quella notte resta oggetto di approfondimenti da parte degli inquirenti. Nel frattempo, la comunità di Favara attende giustizia per Gabriele Vaccaro.
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