Questo pomeriggio, lunedì 27 aprile, Favara ha tributato l’ultimo saluto a Gabriele Vaccaro, il giovane favarese di 25 anni ucciso a Pavia nella notte tra sabato 18 e domenica 19 aprile. I funerali di Gabriele Vaccaro hanno avuto inizio alle 15:30 nella Chiesa Madre della città. Una grande folla ha risposto all’appello del dolore, riempiendo la chiesa e le aree esterne, dove altoparlanti appositamente installati hanno consentito a tutti di seguire la cerimonia. I familiari, tramite l’arciprete don Nino Gulli, hanno chiesto espressamente di non scattare fotografie né di effettuare riprese video all’interno del luogo di culto, in segno di rispetto per la sacralità del momento.
I funerali di Gabriele Vaccaro: una chiesa gremita di fedeli e sacerdoti
A presiedere le esequie è stato l’arcivescovo metropolita di Agrigento, monsignor Alessandro Damiano, affiancato dall’arciprete don Nino Gulli. Accanto a loro hanno concelebrato numerosi altri sacerdoti, a testimonianza della partecipazione corale del clero locale al dolore della comunità. Tra le autorità civili presenti figuravano il sindaco di Favara, Antonio Palumbo, e il sindaco di Pavia, Michele Lissia. Quest’ultimo ha raggiunto la Sicilia per portare, di persona, la vicinanza dell’intera comunità pavese alla famiglia del giovane. Non poteva mancare nemmeno il Presidente del Consiglio Comunale della città, Miriam Mignemi. La loro presenza ha sottolineato quanto la tragedia abbia colpito trasversalmente le istituzioni, sia locali che lombarde.
Due città ferme: il doppio lutto cittadino per Gabriele Vaccaro
Il sindaco Antonio Palumbo aveva già proclamato il lutto cittadino per l’intera giornata. Durante la funzione, le saracinesche dei negozi sono rimaste abbassate e le bandiere sugli edifici pubblici hanno sventolato a mezz’asta. Anche Pavia, però, ha voluto fermarsi. Il Comune lombardo ha decretato il lutto, esponendo le bandiere a mezz’asta sugli edifici comunali nel giorno dei funerali. Dunque, due città distanti geograficamente si sono ritrovate unite dallo stesso dolore. La Consulta dei Giovani di Pavia, in collaborazione con Caritas e l’associazione “Nessuno si salva da solo”, ha inoltre avviato una raccolta fondi in memoria di Gabriele per sostenere la famiglia nelle spese.
Applausi, lacrime e palloncini: l’addio commosso di Favara
Al termine della cerimonia, all’uscita del feretro dalla Chiesa Madre, la folla ha salutato Gabriele con lunghi e scroscianti applausi. La commozione ha attraversato ogni volto presente: lacrime, abbracci, sguardi carichi di incredulità e affetto. Quindi, nell’aria si sono librati numerosi palloncini bianchi e azzurri. Alcuni di essi erano disposti a formare un Santo Rosario, un gesto di fede e di preghiera che ha reso ancora più intensa la carica emotiva del momento. La popolazione favarese ha voluto così accompagnare Gabriele nel suo ultimo viaggio con un saluto carico di significato, di speranza e di dolore insieme.
Una partecipazione che ha toccato il cuore di tutti
La presenza massiccia dei cittadini ha testimoniato quanto la morte di Gabriele abbia colpito nel profondo ogni persona che ne ha sentito la storia. Non si è trattato soltanto di un atto di vicinanza formale: ognuno dei presenti ha vissuto questo momento come un lutto personale, non soltanto collettivo. Nei giorni precedenti, anche a Pavia, migliaia di persone — tra cui molti favaresi residenti in Lombardia — avevano partecipato a una fiaccolata commossa per ricordare il giovane. Perciò, il dolore ha attraversato i confini regionali, unendo due comunità nel nome di un ragazzo che, lontano da casa, stava costruendo il proprio futuro. Gabriele lavorava da pochi mesi presso un centro logistico di Stradella. Al termine della funzione, la salma è stata accompagnata al Cimitero di Piana Traversa per la sua ultima dimora.
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