Si sono conclusi i riti del Venerdì Santo a Favara. Numerosi fedeli hanno partecipato alla deposizione del Cristo dalla Croce al Calvario e alla processione fino in Piazza Cavour dove si è tenuta la tradizionale “spartenza” curata dalla Confraternita della Santa Croce del Calvario.
“In questo Venerdì Santo – ha detto il sindaco di Favara Antonio Palumbo -, il raccoglimento e la partecipazione agli appuntamenti di Fede della nostra Comunità inducono tutti, credenti e no, ad una riflessione profonda che attraversa i secoli e raggiunge il presente con disarmante attualità”.
“Guardando all’immagine della Madre che sorregge il corpo esanime del Figlio – ha aggiunto il primo cittadino -, non possiamo non rivedere in quel dolore universale il volto delle troppe madri che, ancora oggi, piangono i propri figli strappati alla vita dalla follia della guerra. Il sacrificio della Croce ci interroga sulla nostra capacità di restare umani di fronte alla sofferenza altrui e ci spinge a non restare indifferenti davanti ai conflitti che insanguinano il mondo, spezzando legami sacri e distruggendo il futuro di intere generazioni”.
“Pensiamo a tutte le madri vestite a lutto che piangono il proprio figlio straziato. Pensiamo ai nostri fratelli e alle nostre sorelle palestinesi ancora massacrati e alle vittime di tutte le guerre. Quel corpo senza vita sulla Croce ancora ci interroga. Perché, come cantava Fabrizio De Andrè, “nella pietà che non cede al rancore, Madre, ho imparato l’amore”, ha concluso il sindaco.
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