Continua il processo al Tribunale di Agrigento nei confronti di Giuseppe Valenti, l’80enne che il 30 dicembre del 2013 si trovava alla guida della Nissan Micra quando la 24enne Chiara La Mendola perse la vita. Il fatto avvenne, lo ricordiamo, in via Cavaleri Magazzeni. La giovane si trovava a bordo del suo Scarabeo quando andò a sbattere contro l’auto guidata dall’anziano.
Al processo, che si sta celebrando dinanzi al giudice monocratico Maria Alessandra Tedde, sono stati messi a confronti tutti i consulenti di parte: da un lato la Procura con il consulente Luigi Simonetto, dall’altro i due consulenti della difesa e dell’assicurazione, gli ingegneri Francesco La Novara ed Ettore Barcellona.
Per il consulente della Procura l’anziano avrebbe frenato in ritardo e guidato discostandosi troppo dal margine destro della carreggiata. La difesa invece esclude che la ragazza possa essere stata arrotata e ribadiscono che ”non esiste un solo elemento scientifico per sostenere che l’automobilista abbia frenato in ritardo o non abbia mantenuto il margine destro della carreggiata”.
Insomma, pareri molti diversi tra loro. A sollecitare il giudice per disporre un confronto è stato il P.M. Calogero Montante. Intanto lunedì prossimo si terrà un confronto tra i tre consulenti e il geometra Pietro Munzone, che eseguì una relazione per conto della Procura che ricostruiva la velocità dell’autovettura di Valenti. A richiederlo l’avv. Salvatore Pennica, difensore di Ignazio La Mendola, fratello di Chiara, che si è costituito parte civile.
A distanza di quattro anni dal tragico incidente il processo prosegue; bisognerà capire se l’anziano 80enne abbia avuto una qualche colpa per la morte della giovane agrigentina.
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