A mezzanotte scatta il silenzio per la pausa di riflessione prima del voto di domenica prossima, 5 novembre. Si è giunti oramai alle battute conclusive delle campagne elettorali per i vari partecipanti alle regionali siciliane.
A partire da domani stop alle propagande e ai comizi: i giochi saranno ormai fatti e ogni concorrente alla gara elettorale dovrà soltanto attendere lunedì.
Spetterà ai circa 4 milioni e mezzo di elettori chiamati alle urne scegliere, questa domenica, chi governerà la Sicilia per il prossimo mandato.
Come detto, si vota solo nella giornata di domenica. Le sezioni resteranno a disposizione degli elettori dalle ore 8.00 del mattino fino alle ore 22.00, mentre le operazioni di scrutinio avranno inizio a partire dalle ore 8.00 del giorno seguente.
Le elezioni riguardano la scelta del Presidente della Regione e dei membri dell’Assemblea Regionale, che quest’anno da 90 scendono a 70. La scheda è unica e l’elettore può esprimere due voti: uno per la lista regionale il cui capolista è di fatto il candidato presidente della Regione e uno per quella provinciale, nella quale si può esprimere la preferenza per il candidato deputato.
Il voto è disgiunto, pertanto si può dare la preferenza a una lista regionale e a una provinciale non collegate fra loro; nel caso in cui si ometta il voto per la lista regionale, quindi per il candidato presidente, quello espresso per la lista provinciale andrà a favore anche della lista regionale collegata.
Il capolista della lista regionale che otterrà il maggior numero di voti sarà il nuovo Presidente della Regione. Per quanto riguarda i 70 seggi dell’Ars, 62 di questi saranno scelti tra i candidati nelle liste provinciali (alla provincia agrigentina spettano 6 deputati), un posto andrà al Presidente, uno al candidato governatore che è arrivato secondo e i restanti sei andranno ai candidati inseriti nel ”listino” del candidato Presidente vincente.
In questa tornata elettorale la soglia di sbarramento è stata fissata al 5%, ciò significa che non sono ammesse all’assegnazione dei seggi le liste provinciali il cui gruppo abbia ottenuto nell’intera regione una cifra elettorale inferiore al 5% del totale regionale dei voti.
Queste le regole delle ormai vicinissime regionali. Per sapere chi per i prossimi 5 anni guiderà la Trinacria non resta che aspettare l’esito degli scrutini.
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