Mancata depurazione dell’acqua, sanzioni da parte della Comunità europea e gestori privati.
Questi sono solo i più importanti tra gli argomenti trattati in un servizio di Alessandro Macina andato in onda ieri sera su Rai 3 nella nota trasmissione d’ inchiesta ”Presadiretta”.
Sono ancora 80 i centri urbani fuori legge per la mancata depurazione in Italia, 51 dei quali nella sola Sicilia e 7 nella provincia di Agrigento.
E proprio sui depuratori della nostra provincia si focalizza buona parte del servizio realizzato dal giornalista. Primo fra tutti il depuratore di Villaggio Mosè, attualmente sotto sequestro da parte dell’autorità giudiziaria. Un impianto, viene specificato nel servizio, nato per mille persone ma che attualmente ne serve più di 12mila.
L’inviato insieme a Claudio Lombardo, presidente dell’associazione ambientalista MareAmico Agrigento, sottolineano come le cattive condizioni del depuratore fanno sì che ciò che entra al suo interno per essere depurato esce in realtà ancora più inquinato rispetto a prima. La situazione risulta ancora più assurda, a dire di Claudio Lombardo, se si considera che il costo per l’adeguamento dell’impianto – stimato in 500mila euro – verrebbe a gravare le già esose bollette dei cittadini, mentre i fondi stanziati dal CIPE consentirebbero la costruzione di un nuovo depuratore.
Dal depuratore di Villaggio Mosè l’attenzione di ”Presadiretta” si sposta poi su altri impianti tra i quali quelli di Favara, anch’esso ritenuto inadeguato e posto sotto sequestro, e di Licata, dove per la sua gestione sarebbero indagati i vertici della società privata Girgenti Acque.
E proprio sugli onerosi costi del servizio di erogazione dell’acqua nei comuni dove questo è stato privatizzato si concentra l’ultima parte dell’inchiesta. Secondo l’inviato Macina, Siciliacque, di fatto padrona di tutta l’acqua dell’isola, pagherebbe alla regione 7 centesimi per ogni metro cubo di acqua, rivendendola alle varie società – nel caso della nostra provincia Girgenti Acque – a 69 centesimi a metro cubo, società che a loro volta faranno lievitare il prezzo prima di rivendere l’acqua ai cittadini.
Un circolo vizioso insomma, come afferma Alessandro Macina a conclusione del servizio ”l’acqua in Sicilia è stata privatizzata due volte”.
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