Quando la costanza nel lavoro e le capacità portano anche a piccoli successi personali ma sicuramente a grandi attese e aspettative per chi, purtroppo, è già penalizzato per il fatto di essere disabile.
Dopo 30 anni di lavoro nel Comune di Siculiana la favarese Carmela Palumbo inizia una nuova avventura presso il Comune di Favara quale centralinista telefonico non vedente.
Il saccense Vincenzo Corrao, che a sua volta prestava servizio a Favara, è stato trasferito a Siculiana, avvicinandosi quindi maggiormente alla sua città.
Uno scambio consensuale che è stato possibile realizzare grazie al lavoro constante dell’Unione Ciechi d’Europa di Agrigento, dietro la preziosa guida del Presidente Provinciale Lillo Cinquemani.
Un ennesimo traguardo raggiunto dall’Unione che certamente gratifica il lavoro di tutti i volontari nel tutelare i disabili.
Come non ricordare la vicenda del sig. Corrao che prese servizio, sempre grazie all’impegno dell’Unione Ciechi D’Europa, presso il Comune di Favara attraverso un’assunzione coatta. “L’amministrazione Manganella – ci dice Cinquemani– era stata reticente per anni ma alla fine si è dovuta arrendere davanti a un procedimento emesso d’ufficio dall’Assessorato Regionale Lavoro. Questa assunzione forzata a Favara –continua Cinquemani– ha rappresentato uno straordinario traguardo, date le vicende incresciose che hanno visto protagonista quella amministrazione comunale”.
Innegabile la contentezza della favarese che dopo 30 anni, con non poche difficoltà, può lavorare nel Comune della sua città.
Quando le chiediamo perché è così importante questo scambio ci risponde: “Sono felice che, grazie all’Unione ciechi d’Europa di Agrigento, dopo 30 anni e 5 mesi di sacrifici e disagi, ho finalmente potuto realizzare il sogno di lavorare presso il comune di mia residenza”.
Sappiamo quanto sia importante per un lavoratore, specialmente per un non vedente, poter lavorare vicino casa. Ed è per questo che il signor Corrao si dice contento di iniziare oggi il suo lavoro a Siculiana.
È bello poter notare la felicità di quanti per svariati motivi non sempre riescono a esprimerla e l’Unione Ciechi d’Europa continua verso questa direzione: dimostrare la grande solidarietà sociale tutelando il disabile per una sua piena integrazione sociale.
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