Buone notizie per i 10 dipendenti che prestano servizio all’Opera Pia di Favara.
Lo avevamo annunciato ieri che il delegato della Madre Generale Suor Palmira Borzellino, il Signor Lillo Cinquemani, avrebbe portato da Palermo delle notizie confortanti, e così è stato.
Siamo venuti a conoscenza durante un incontro, svoltosi ieri pomeriggio alla presenza di soli due operatori, della proroga di un mese del licenziamento collettivo per tutti e 10 i lavoratori.
Ieri, 30 settembre, sarebbe stato l’ultimo giorno di lavoro per questi operatori e invece, grazie alla tenacia del Signor Cinquemani che ha affrontato le problematiche alla presenza della Madre Generale, della vicaria, dell’economa, dell’aiuto economa della Congregazione Serve dei Poveri di Palermo e della Superiora dell’Opera Pia di Barone Mendola di Favara, tutto è stato posticipato al prossimo 31 ottobre.
Verrebbe da dire: “fatti e non parole” e il delegato della Madre Generale, il Signor Cinquemani, a nostro avviso, di fatti (e scusate il bisticcio di parole) ne ha fatti tanti.
Nella lettera della proroga fatta recapitare ai dipendenti si legge: “In riferimento alla Ns lettera del 21/09/2015 dove Vi veniva comunicato il licenziamento collettivo a partire dal 30/09/2015, la Congregazione Femminile Serve Dei Poveri “Boccone del Povero” di Favara, in via B. Mendola n. 118, per motivi organizzativi dovuti alla sistemazione alloggiativa degli assistiti, Vi fa presente che il licenziamento collettivo non avverrà in data 30 settembre 2015 ma bensì in data 31 ottobre 2015”. La lettera è firmata da Suor Alice Methew Procuratrice Speciale della Congregazione di Palermo.
Un sospiro di sollievo quindi per questi operatori, anche se capiamo che un mese di proroga non è il lavoro sperato.
Questo mese servirà per dare continuità all’attività svolta in favore degli anziani ospiti dell’Opera Pia nelle more di organizzare il Consiglio di Amministrazione e di cambiare lo statuto. In questo modo si darà continuità lavorativa a questi operatori che verrebbero assunti direttamente dall’Opera Pia e il sostentamento agli anziani ospiti.
Sarebbe davvero il massimo arrivare a questa soluzione che pensiamo possa piacere ai 10 dipendenti che in questo modo non perderebbero alcun giorno di lavoro.
È anche vero che si starebbero avendo delle difficoltà nella convocazione del Consiglio di Amministrazione. Dal Comune, Prefettura e Chiesa (che insieme a due Suore compongono il CdA) non starebbero partecipando alle convocazioni e questo, ovviamente, ostacola la formazione del Consiglio e quindi la modifica dello statuto e la conseguente assunzione dei dipendenti.
Siamo sicuri che dal Comune, visto che si parla di salvaguardare i posti di lavoro di questi dipendenti e che loro per primi hanno battagliato in prima persona anche in sedi regionali, non faranno mancare alcun apporto e si presenteranno alle convocazioni. Medesima cosa pensiamo della Chiesa e della Prefettura. Insomma, chi potrebbe non voler il bene di questi lavoratori e dell’opera che svolgono in favore degli anziani?
Raggiungere questo risultato sarebbe davvero eccellente.
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