Il 30 settembre 2015 segna per i 10 dipendenti che prestano servizio all’Opera Pia di Favara l’ultimo giorno di lavoro.
Settimane fa la Congregazione, di cui i 10 operatori sono dipendenti, aveva deciso di licenziarli, poiché le entrate all’Opera Pia di Favara non bastano a coprire le uscite.
Ricordiamo che la vicenda Boccone del Povero era partita quest’estate con la protesta dei familiari degli anziani ospiti dopo una lettera nella quale si chiedeva di lasciare la struttura per problemi strutturali.
A questo seguirono sopralluoghi e diversi incontri tra familiari, suore e il signor Lillo Cinquemani, delegato della Madre Generale, per risolvere i problemi. Problemi che adesso sembrano essere stati risolti con la permanenza degli anziani e con la promessa di sistemare il problema strutturale al tetto nel giro di poco tempo. A giorni, infatti, dovrebbe arrivare il materiale necessario per iniziare i lavori.
Dopo il caso anziani, scoppia anche la vicenda riguardante il licenziamento dei 10 dipendenti. La Congregazione, come detto, ha deciso di licenziare i lavoratori per i problemi riscontrati nella struttura, per problemi economici e per dover mettere tutte le carte a posto tra la Congregazione e l’Opera Pia.
Una situazione che ha lasciato l’amaro in bocca un po’ a tutti. Anche i politici, con in testa il presidente del consiglio comunale Salvatore Lupo, interpellato da alcuni dipendenti, si sono interessati della questione “non ottenendo –a detta di Lupo– la salvaguardia dei posti di lavoro”.
Non ultimo si è recato a Palermo insieme a due consiglieri comunali, Nobile e Valenti, e al deputato Vincenzo Fontana.
All’Assessorato alla Famiglia hanno incontrato il direttore del dipartimento, la dott.ssa Bullara, chiedendo di verificare le condizioni dell’Ipab. I quattro ritengono che non ci sia un consiglio di amministrazione valido per poter prendere decisioni, quali quello dei licenziamenti, poiché non vi è un numero legale del consiglio, in quanto decaduto. Avrebbero anche parlato di mancata presentazione di bilanci. Nella sostanza, se la Regione accerterà quanto prospettato dai politici, la struttura verrebbe commissariata.
C’è da dire che, se la struttura verrà commissariata, non si risolverebbe ugualmente la questione licenziamenti ma si toglierebbe la gestione alla Congregazione, dando la possibilità ad altre Congregazioni religiose di poter gestire l’Opera. In caso di non accoglimento di quest’ultimi, a gestire la struttura potrebbero anche essere privati impegnati nel sociale.
Quindi la questione dei dipendenti sembra non trovare soluzione.
È però notizia di ieri sera che il delegato della Madre Generale, il Signor Lillo Cinquemani, ha incontrato proprio la Madre Generale. Da Palermo sembra portare delle notizie confortanti per questi lavoratori. Non sappiamo ancora il contenuto delle proposte che, a detta di Cinquemani, sono concrete. Nelle prossime ore ne sapremo di più e vi daremo giusta informazione.
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