Per legge dovevano essere accesi già dal 1 dicembre scorso e invece si registra già più di un mese di ritardo e ancora non si ha una data certa di quando verranno avviati.
Parliamo dei riscaldamenti nelle scuole di Favara. Stamattina alcuni alunni e genitori della scuola Guarino di via Basile hanno manifestato davanti all’istituto scolastico per chiedere i riscaldamenti nelle scuole. Protesta che si è poi spostata al Municipio di p.zza Cavour.
“È inammissibile che i nostri figli stiano molte ore della giornata in aule fredde. È inammissibile come non si abbia ancora una data certa di accensione, nonostante i riscaldamenti dovessero essere attivi già dal 1 di dicembre –ci dice un genitore.”
A telecamere spente una signora ha riferito che il sindaco le avrebbe detto che la mancata accensione dei riscaldamenti è stata dovuta al fatto che la dirigente scolastica non ne ha fatto richiesta.
Il problema –secondo quanto riferitoci dalla Preside Maria Todaro– sarebbe da ricercarsi nell’assenza di soldi. “Non abbiamo ancora ricevuto dal Comune i soldi. È stata fatta la determina –ci dice telefonicamente la Preside– ma non è stata ancora fatta l’attribuzione delle somme.”
Secondo la preside “i genitori non devono avere la scusa, perché di questo si tratta –ha detto. I loro figli devono stare a scuola mentre noi adulti cerchiamo di risolvere i problemi.
Durante il periodo delle vacanze –ci ha detto la d.ssa Todaro– ho cercato di sollecitare un po’. Sono andata in banca per vedere quali sono i passi per poter avere queste somme. Ad oggi non c’è ancora l’assegnazione. Non so cosa dirle per domani, per dopodomani, non so a che punto siamo arrivati.”
Quindi regna l’incertezza più assoluta. Non si ha nemmeno l’idea di quando questi riscaldamenti potranno essere attivi.
La determina per i riscaldamenti la giunta comunale l’ha fatta il 19 dicembre ed è stata inviata alle scuole il 22, in pratica quando già le scuole erano chiuse per le festività natalizie.
L’assessore comunale alla pubblica istruzione in tutto questo cosa fa? Sara Chianetta, che di professione fa l’insegnante, anziché occuparsi delle deleghe dei suoi colleghi, si veda rifiuti, igiene e sanità, farebbe bene a occuparsi maggiormente delle sue e garantire il riscaldamento ai suoi alunni.
Per la cronaca, nelle altre due scuole Bersagliere Urso e Falcone Borsellino i ragazzi hanno fatto regolarmente lezione.
La Preside Lombardi ha comunicato che tra domani o dopodomani acquisterà il gasolio a spese di cassa, con l’auspicio di non doverceli mettere di tasca. “Non posso permettere –dice– che i miei alunni facciano lezione al freddo.”
Situazione diversa nella scuola Falcone Borsellino dove la preside Morreale, per assenza di soldi, non è nelle condizioni di poter acquistare il gasolio.
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