“La corte – secondo quanto scrive l’ex consigliere provinciale del Pdl Mario Lazzano – ovviamente, non si è pronunciata sul provvedimento singolo, ma è intervenuta dopo un ricorso della Regione Sicilia, bocciando con la sentenza 97/13 del 20 maggio scorso, l’estensione ai territori con autonomie speciali dei rincari stabiliti due anni fa dal decreto legislativo sul federalismo fiscale (68/11, articolo 17).
Insomma, non spetta alle Province tentare di ‘rosicchiare” qualcosa dall’assicurazione per responsabilità civile, perché l’Rc auto non è un “tributo proprio derivato”, ma bensì un “tributo erariale”. Da maggio, quindi, l’Ente non può più contare sugli incassi che pure nel recente passato erano stati ritenuti essenziali, mentre ciò che è stato versato, ovviamente, è stato incassato lecitamente, in quanto sostenuto dalla legislazione. Questo pronunciamento sottrae alla Provincia una somma importante (si parla di tre milioni di euro), ma “pacifica” le dure proteste che seguirono alla scelta, Io scorso anno, di sfruttare quanto previsto dal decreto sul federalismo fiscale”.
Contro questo aumento, tra l’altro, si era schierato anche il Consiglio provinciale, con una mozione dell’agosto 2012 firmata dal consigliere Pdl Mario Lazzano e votata da 14 componenti della “fu” aula Giglia. “Un documento che impegnava il presidente D’Orsi a ritirare già in quella data l’aumento, ma che rimase nei “cassetti”, così come, ad esempio, la mozione per far costituire in giudizio la Provincia nel ricorso contro il rigassificatore di Porto Empedocle oppure quella per ridurre il numero degli assessori della giunta D’Orsi. La bocciatura della Corte costituzionale, comunque, conclude Lazzano, non mette in “salvo” i contribuenti da nuovi aumenti, solamente cambia i soggetti autorizzati a deciderli, con l’umana speranza che comunque non vengano decisi”.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie
