Il 25 Settembre del 1988 lungo la strada statale 640 Agrigento – Caltanissetta venivano barbaramente assassinato il Presidente della I° Sezione della Corte d’Assise d’Appello di Palermo, Antonino Saetta ed il figlio Stefano, entrambi di ritorno dal battesimo di un congiunto a Canicattì, loro città di origine. La morte del Giudice Saetta era stata decisa dalla criminalità organizzata poiché lo stesso guidò il processo sull’omicidio del Capitano dei Carabinieri Emanuele Basile che si concluse con la condanna all’ergastolo degli imputati. Aveva alle spalle una brillante carriera. Il giudice canicattinese, in passato si era occupato anche di brigate rosse e della strage in cui perse la vita il Giudice Rocco Chinnici. Nel suo curriculum anche il servizio svolto da Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Sciacca.Per il duplice omicidio Saetta, sono stati condannati all’ergastolo, Totò Riina, Francesco Madonia e Pietro Ribisi. In mattinata al Cimitero Comunale di Canicattì, il giudice Antonino ed il figlio Stefano sono stati ricordati dalle autorità con la deposizione di fiori sulla tomba di famiglia.
Intanto questo pomeriggio presso l’aula Consiliare di Raffadali presentazione del libro “Non di pochi, ma di tanti. Riflessioni intorno alla Giustizia”. Testo curato da Angelo Livatino, postulatore del processo diocesano del servo di Dio Rosario Livatino.
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