A Messina i conti erano in rosso giá nel 2009 e l’allora sindaco, Giuseppe Buzzanca, e la sua giunta avrebbero dovuto dichiarare il dissesto. Ma non lo hanno fatto, malgrado la “messa in mora” della Corte dei Conti.
Per non incorrere nelle penalitá previste dalla legge di stabilitá, in caso di default avrebbero dovuto dimezzarsi le indennitá e i gettoni di presenza e bloccare le assunzioni.
“Il mancato default però – si legge in un articolo di Alessandra Serio, giornalista de “La Sicilia” – ha avuto (e ha ancora) un costo salatissimo per i cittadini, che si trovano a pagare tributi locali altissimi come l’Imu, tra le più alte d’Italia”.
Sarebbe questa la conclusione a cui è giunta la Procura della Repubblica di Messina, che sui bilanci comunali ha aperto un’inchiesta, passando in rassegna i documenti contabili dal 2009 al 2012.
Inchiesta che ora è giunta al capolinea con 62 indagati finali. Tra questi: l’ex sindaco Buzzanca, la sua giunta, 27 consiglieri comunali, l’ex ragioniere capo del Comune, e ancora: l’ex segretario generale, i revisori dei conti e quasi tutti i dirigenti di settore.
L’inchiesta della Procura messinese mira a capire se il mancato dissesto fu frutto di un accordo politico o di una precisa scelta amministrativa. In entrambi i casi, i bilanci approvati dal 2009 al 2012 non sarebbero stati veritieri.
Secondo un consulente della magistratura, al Comune di Messina per far quadrare i conti non furono iscritti i debiti fuori bilancio, furono sovrastimate alcune voci di entrata (come l’alienazione del patrimonio immobiliare e crediti in realtá inesigibili) e iscritte in entrata voci che in realtá dovevano essere registrate come «in mero transito». Infine, furono registrate le entrate attese dalle partecipate, tradizionalmente insolventi col proprio municipio poiché con i conti altrettanto in rosso.
A sindaco, ragioniere generale e tre dei revisori dei conti il P.M. Antonio Carchietti, titolare del caso, contesta inoltre il falso per aver attestato la conformitá ai parametri dettati dal patto di stabilitá.
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