Saranno gli specialisti del Ris di Messina a cercare le risposte definitive sulla morte di Gerlando “Gino” Brucceri, l’operaio di 53 anni deceduto lo scorso 7 luglio nel cantiere di manutenzione straordinaria del Viadotto Akragas (il Ponte Morandi) ad Agrigento. La Procura ha infatti nominato due consulenti del Reparto Investigazioni Scientifiche dei Carabinieri per fare piena luce su un caso inizialmente catalogato come un possibile malore fatale, ma che oggi presenta diversi punti d’ombra.
I dubbi dei magistrati si concentrano in particolare su alcuni segni rinvenuti sul corpo della vittima e su una serie di elementi rilevati sul luogo del ritrovamento, che non sembrano coincidere appieno con l’ipotesi del decesso per cause naturali.
Nel frattempo l’inchiesta si è allargata. Nei giorni scorsi è stato iscritto nel registro degli indagati anche un noto imprenditore agrigentino, portando a 16 il numero complessivo delle persone sotto inchiesta con l’accusa di omicidio colposo in concorso. Tra i soggetti coinvolti figurano dirigenti Anas, i responsabili della ditta appaltatrice e alcuni colleghi della vittima.
I familiari di Gerlando Brucceri – che comprendono la moglie, i figli, i genitori e i fratelli – sono assistiti da Giesse Risarcimento Danni, gruppo specializzato a livello nazionale nel settore dei risarcimenti, e hanno affidato la tutela legale penale all’avvocato Rita Parla, fiduciaria del gruppo, affiancata dal legale Teres’Alba Raguccia.
“La decisione di coinvolgere il Ris di Messina rappresenta un elemento importante e lascia ben sperare sul fatto che le indagini stiano procedendo con la massima attenzione, attraverso approfondimenti rigorosi e senza trascurare alcun elemento utile”, ha dichiarato Diego Ferraro di Giesse. “Quando una persona perde la vita sul luogo di lavoro, è fondamentale che ogni circostanza venga esaminata con scrupolo affinché emergano risposte chiare e le eventuali responsabilità”.
Per non lasciare nulla al caso, nelle scorse settimane il pubblico ministero Annalisa Failla ha affidato l’incarico al consulente informatico Manolo Belmonte per estrapolare dati, chat e file (anche eliminati) dallo smartphone di Brucceri, alla ricerca di elementi di interesse investigativo. Parallelamente, il gip Nicoletta Sciarratta ha disposto il passaggio all’incidente probatorio, nominando come periti gli ingegneri Cataldo Pilato e Filippo Maria Vitale. Il compito dei due esperti sarà cruciale per determinare lo svolgimento dei fatti e verificare i protocolli di sicurezza.
Nello specifico dovranno accertare: le mansioni esatte e le modalità con cui l’operaio stava eseguendo l’attività lavorativa; la conformità del cantiere rispetto alle norme sulla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro; eventuali omissioni, carenze o violazioni da parte dei 16 indagati, e ka dinamica esatta dell’infortunio, analizzando la posizione del corpo al momento del ritrovamento, la distanza di una potenziale caduta, le lesioni riportate e l’eventuale presenza di fattori accidentali esterni.
Al momento, il tratto iniziale del Viadotto Morandi rimane sotto sequestro giudiziario per consentire lo svolgimento di tutti i rilievi necessari, mentre i familiari rimangono uniti nella richiesta di fare assoluta chiarezza sulla tragica fine dell’operaio.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie








