Scena muta davanti al gip per l’ex manager del policlinico di Messina, Salvatore Iacolino, convocato per essere interrogato dalla Procura di Palermo che lo hai iscritto nel registro degli indagati per concorso esterno in associazione mafiosa.
Accompagnato dai suoi legali, gli avvocati Giuseppe di Peri e Arnaldo Faro, ha preferito non rispondere alle domande dei pubblici ministeri: si è avvalso della facoltà di non rispondere.
Iacolino è accusato di avere favorito le attività imprenditoriali dell’imprenditore Carmelo Vetro, suo compaesano, entrambi sono di Favara, e di averlo introdotto a personaggi di rilievo della amministrazione regionale e della politica come la vicepresidente dell’antimafia regionale Bernadette Grasso, il capo della protezione civile Salvatore Cocina e manager delle Asp siciliane.
In cambio l’indagato, che è stato in passato eurodeputato, avrebbe avuto finanziamenti per campagne elettorali e assunzioni di persone a lui vicine. Nella sua abitazione, durante una perquisizione, sono stati trovati i 90.000 euro in contanti. L’indagine nasce da attività investigative sull’imprenditore di Favara, già condannato per mafia, e ha portato alla scoperta di un sistema di mazzette pagate dal capo mafia al dirigente regionale Giancarlo Teresi.
Vetro e Teresi sono stati arrestati. Grazie ai suoi rapporti con il funzionario, Vetro avrebbe avuto appalti in commesse pubbliche relative allo smaltimento dei rifiuti, settore di cui si occupava la sua società “An.Sa.Srl”, nonostante una condanna a nove anni per associazione mafiosa, passata in giudicato, gli avrebbe dovuto impedire di lavorare con la Pubblica amministrazione.
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