Si è concluso con una condanna ad un anno e otto mesi di reclusione e 600 euro di multa il processo nei confronti di un imprenditore di Grotte, identificato con le iniziali C.A., imputato per appropriazione indebita.
La vicenda risale al 2021 e riguarda una giovane di Favara, V.L., che dopo aver deciso di sposarsi aveva acquistato a proprie spese diversi arredi, portando nella futura casa coniugale anche beni di sua esclusiva proprietà.
Successivamente la coppia si è separata e alla ragazza sarebbe stato negato l’accesso all’abitazione che avrebbe dovuto diventare la dimora coniugale. Nonostante i tentativi della giovane di rientrare in possesso dei propri beni, l’ex fidanzato avrebbe traslocato appropriandosi di tutto il materiale appartenente a V.L.
La donna, venuta a conoscenza del trasloco, ha denunciato l’accaduto all’autorità giudiziaria, assistita dal suo legale di fiducia, l’avvocato Sergio Baldacchino. Il Tribunale di Agrigento, con il giudice Andrea Terranova, ha accolto la richiesta del pubblico ministero Margherita Licata, che aveva sollecitato una condanna a due anni.
Oltre alla pena detentiva e alla multa, il giudice ha disposto anche il pagamento di una provvisionale di 5.000 euro, immediatamente esecutiva, subordinando la sospensione condizionale della pena all’effettivo pagamento della somma. In caso contrario, l’imputato dovrà scontare la pena inflitta.
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