Con un provvedimento datato ieri, 2 luglio 2024, il Giudice per le Indagini Preliminari (G.I.P.) del Tribunale di Agrigento, dott. Iacopo Mazzullo, ha ordinato l’imputazione coatta per il reato di appropriazione indebita nei confronti di C.A., un uomo residente a Grotte. La vicenda è iniziata quando la sua ex fidanzata, V.L., lo ha denunciato per essersi appropriato dei suoi beni personali.
C.A. e V.L. erano fidanzati da anni e avevano deciso di sposarsi, stabilendo la futura casa coniugale nell’abitazione che C.A. già occupava in affitto. V.L. aveva acquistato a sue spese diversi arredi e portato nella casa numerosi beni di sua proprietà. Tuttavia, la relazione si è conclusa e V.L. non è più riuscita ad accedere alla futura casa coniugale, impedendole di recuperare i suoi beni.
Nonostante vari tentativi e il supporto legale, V.L. non è riuscita a riottenere i suoi beni. Successivamente, C.A. ha traslocato dall’abitazione portando con sé tutti i beni della ex fidanzata. Venuta a conoscenza del trasloco, V.L. ha denunciato i fatti all’autorità giudiziaria, assistita dall’avvocato Sergio Baldacchino.
La Procura della Repubblica di Agrigento, rappresentata dalla Pubblico Ministero (P.M.) dott.ssa Gloria Andreoli, aveva avanzato due richieste di archiviazione, sostenendo che la denuncia fosse stata presentata in ritardo e considerando la questione di natura civilistica, non penale. Tuttavia, V.L., con il supporto dell’avvocato Baldacchino, si è opposta a tali richieste di archiviazione.
Il G.I.P. Mazzullo ha accolto l’ultima opposizione di V.L., giudicando tempestiva la denuncia e ritenendo che la condotta di C.A. configurasse una violazione dell’art. 646 del Codice Penale, cioè il reato di appropriazione indebita. Pertanto, ha ordinato alla Procura di Agrigento di procedere con l’imputazione coatta nei confronti di C.A., che ora dovrà affrontare un processo per il reato contestato.
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