Sono 23 le persone rinviate a giudizio dal Gup del Tribunale di Agrigento Micaela Raimondo, nell’ambito del procedimento giudiziario scaturito dalla maxi inchiesta “Waterloo” su Girgenti Acque, che ipotizza la presunta organizzazione a delinquere di “colletti bianchi” che sarebbe stata messa in piedi dall’imprenditore Marco Campione, che avrebbe fatto dell’acqua un vero e proprio business personale.
L’inizio del processo era fissato per oggi, ma è slittato per un intoppo dell’ufficio del Gup che non ha trasmesso il fascicolo ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara.
Il pool di magistrati composto dal procuratore aggiunto Salvatore Vella e dai pubblici ministeri Elettra Consoli, Gaspare Bentivegna e Maria Barbara Grazia Cifalinò hanno presentato una lista testi di 99 persone. Il processo riprenderà il 20 febbraio prossimo. Federconsumatori ha annunciato che si costituirà parte civile con l’assistenza dell’avvocato Andrea Carnabuci.
Sul banco degli imputati siedono l’imprenditore agrigentino Marco Campione insieme ad altri soggetti al vertice dell’azienda che per tanto tempo, prima della costituzione di Aica, ha gestito il servizio idrico in provincia di Agrigento.
Si tratta di: Pietro Arnone, Silvio Apostoli, Bernardo Barone, Francesco Barrovecchio, Piero Angelo Cutaia, Igino Della Volpe, Diego Galluzzo, Giuseppe Giuffrida, Salvatore Fanara, Ignazio La Porta, Claudio Lusa, Giuseppe Milano, Giovanni Nicolosi, Calogero Patti, Giandomenico Ponzo, Calogero Sala, Pietro Sorci, Carlo Sorci, Maria Terrana, Giorgio Vetro, Roberto Violante e Salvatore Vita.
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