
“Ho ricevuto un atto del Gip del Tribunale di Agrigento con il quale sono stato invitato a comparire per l’interrogatorio preventivo. Nei prossimi giorni, insieme ai miei avvocati Mattia Caleca e Silvio Miceli, esaminerò attentamente il contenuto dell’atto e valuteremo le iniziative più opportune”. A stretto giro dalla notifica dell’atto a comparire per l’interrogatorio preventivo, il deputato Lillo Pisano ha diffuso una nota ufficiale per chiarire la propria posizione e annunciare le prime contromisure legali.
Il parlamentare ha voluto mantenere un tono disteso, ribadendo fermamente la propria innocenza. “Affronto questo passaggio conscio della mia estraneità ai fatti contestati e con la stessa serenità e fiducia nella Magistratura che ho manifestato sin dall’inizio della vicenda, nel pieno rispetto del lavoro degli inquirenti e con la convinzione di poter chiarire ogni aspetto nelle sedi previste dalla legge”.
L’inchiesta è coordinata dalla Procura della Repubblica di Agrigento ed è stata condotta sul campo dai Carabinieri del Nucleo investigativo e dalla sezione della Polizia Giudiziaria della Procura. Al centro degli accertamenti degli inquirenti c’è la gestione dei fondi pubblici erogati per la realizzazione di manifestazioni turistiche e culturali, con un focus specifico e dettagliato sul periodo delle festività natalizie del 2022.
La Procura di Agrigento chiede il carcere per il deputato nazionale Calogero Pisano e misure interdittive per Antonino Insalaco, dirigente del Comune di Agrigento, e Giuseppe Librizzi, dirigente dell’assessorato regionale al Turismo.
L’attività investigativa ha portato alla notifica di un invito a comparire per l’interrogatorio preventivo nei confronti del deputato agrigentino Calogero Lillo Pisano. Le ipotesi di reato formulate a suo carico dalla Procura sono di estrema gravità: associazione per delinquere, peculato, truffa aggravata in danno della Regione Siciliana e del Comune di Agrigento, falso ideologico e finanziamento illecito al candidato alle elezioni nazionali.
Il fascicolo d’indagine non tocca però soltanto la sfera politica. Nell’inchiesta risultano infatti pienamente coinvolti anche due alti profili della macchina burocratica: l’avvocato Antonino Insalaco, dirigente del Comune di Agrigento, e il dottor Giuseppe Librizzi, dirigente dell’Assessorato regionale al Turismo. Secondo l’ipotesi degli inquirenti, i finanziamenti pubblici destinati agli eventi culturali sarebbero stati veicolati in modo illecito.
Nei prossimi giorni si terranno i primi confronti davanti al Giudice per le indagini preliminari, passaggi giudiziari determinanti per valutare la tenuta del quadro accusatorio delineato dalla Procura.
A difendere Pisano sono gli avvocati Silvio Salvatore Miceli del foro di Agrigento e Mattia Filippo Caleca del foro di Palermo. Insalaco è assistito dall’avvocato Francesco Messina del foro di Sciacca, mentre a Librizzi è stato assegnato come difensore d’ufficio l’avvocato Vita Marino del foro di Agrigento. Per il parlamentare, anche nell’eventualità che il giudice accolga la richiesta di carcere, sarebbe necessaria l’autorizzazione della Camera dei deputati prima di poter eseguire la misura.
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