Sette imputati hanno scelto di essere giudicati con il giudizio abbreviato, e uno è stato rinviato a giudizio. Questo l’esito dell’udienza preliminare a carico delle 8 persone coinvolte nell’operazione denominata “Mosaico”, scaturita nell’ambito della faida sull’asse Favara-Liegi. Le indagini della squadra Mobile di Agrigento, con la collaborazione della Mobile di Palermo e della polizia belga, hanno consentito di ricostruire la “scia” di sangue con 5 omicidi consumati, e altrettanti tentati (commessi tra Liegi e Favara tra il 2016, ed il 2018), e altri due tentati omicidi mai denunciati.
Nell’inchiesta, coordinata dai magistrati della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, Calogero Ferrara, Gianluca De Leo, e Alessia Sinatra, figurano i favaresi Antonino Bellavia, 48 anni; Calogero Bellavia, 31 anni; Calogero Ferraro, 43 anni; Carmelo Nicotra, 39 anni; Gerlando Russotto, 32 anni; Carmelo Vardaro, 44 anni; Vincenzo Vitello, 65 anni, di Favara, Maurizio Distefano detto “furia”, 47 anni, di Favara, e Calogero Gastoni, 39 anni, di Agrigento.
Il solo Vardaro non ha scelto riti alternativi ed è stato rinviato a giudizio: il dibattimento inizierà il 26 ottobre davanti ai giudici della Corte di assise del Tribunale di Agrigento, presieduta da Alfonso Malato. Tutti gli altri saranno giudicati con il rito abbreviato. La requisitoria è in programma il 14 ottobre. La posizione di Maurizio Distefano, non essendo residente in Italia, è stata stralciata.
Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidio, e tentato omicidio. Calogero Bellavia, figlio di Carmelo Bellavia, ucciso nel gennaio del 2015, davanti al suo deposito di acqua e bibite, in questa inchiesta è finito in carcere per il duplice tentato omicidio, avvenuto a Favara, il 23 aprile del 2017, del trentottenne Carmelo Nicotra, e di Maurizio Distefano. Ma è ritenuto coinvolto anche nell’omicidio del giovane empedoclino Mario Jakelich, e di un primo tentato omicidio nei confronti dello stesso Distefano, a Liegi il 14 settembre di quattro anni fa.
E sarebbe stato sempre lui, in compagnia di Antonio Bellavia, a sparare all’indirizzo di Carmelo Ciffa, il quarantaduenne di Porto Empedocle, crivellato a pistolettate, il 26 ottobre del 2016, davanti ad un supermarket di Corso Vittorio Veneto, a Favara. Tra le altre accuse contestate dalla Dda, sarebbe stato Gastoni ad uccidere Emanuele Ferraro, attinto da 5 colpi di pistola cal. 7,65, esplosi a distanza ravvicinata, la mattina dell’8 marzo del 2018, in via Diaz, nell’abitato favarese.
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