Hanno scelto di essere giudicati con il giudizio abbreviato otto delle nove persone, coinvolte nell’operazione denominata “Mosaico”, scaturita nell’ambito della faida sull’asse Favara-Liegi. Le indagini della squadra Mobile di Agrigento, con la collaborazione della Mobile di Palermo e della polizia belga, hanno consentito di ricostruire la “scia” di sangue con 5 omicidi consumati, e altrettanti tentati (commessi tra Liegi e Favara tra il 2016, ed il 2018), e altri due tentati omicidi mai denunciati.
Nell’inchiesta, coordinata dai magistrati della Dda di Palermo, Claudio Camilleri, Calogero Ferrara, Gianluca De Leo, e Alessia Sinatra, figurano i favaresi Antonino Bellavia, 48 anni; Calogero Bellavia, 31 anni; Calogero Ferraro, 43 anni; Carmelo Nicotra, 39 anni; Gerlando Russotto, 32 anni; Carmelo Vardaro, 44 anni; Vincenzo Vitello, 65 anni, di Favara, Maurizio Distefano detto “furia”, 47 anni, di Favara, e Calogero Gastoni, 39 anni, di Agrigento.
Tutti hanno scelto il rito breve, tranne Maurizio Distefano la cui posizione, forse per un problema di notifiche non essendo residente in Italia, è stata stralciata.
Le accuse, a vario titolo, sono di associazione a delinquere di tipo mafioso, omicidio, e tentato omicidio. Calogero Bellavia, figlio di Carmelo Bellavia, ucciso nel gennaio del 2015, davanti al suo deposito di acqua e bibite, in questa inchiesta è finito in carcere per il duplice tentato omicidio, avvenuto a Favara, il 23 aprile del 2017, del trentottenne Carmelo Nicotra, e di Maurizio Distefano. Ma è ritenuto coinvolto anche nell’omicidio del giovane empedoclino Mario Jakelich, e di un primo tentato omicidio nei confronti dello stesso Distefano, a Liegi il 14 settembre di quattro anni fa.
E sarebbe stato sempre lui, in compagnia di Antonio Bellavia, a sparare all’indirizzo di Carmelo Ciffa, il quarantaduenne di Porto Empedocle, crivellato a pistolettate, il 26 ottobre del 2016, davanti ad un supermarket di Corso Vittorio Veneto, a Favara. Tra le altre accuse contestate dalla Dda, sarebbe stato Gastoni ad uccidere Emanuele Ferraro, attinto da 5 colpi di pistola cal. 7,65, esplosi a distanza ravvicinata, la mattina dell’8 marzo del 2018, in via Diaz, nell’abitato favarese.
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