E appena si è sparsa la notizia sulla casa degli orrori di Naro, è subito giunto il commento della sindaca della città barocca, Maria Grazie Brandara, che ha detto: “Ho appena appreso la notizia dell’arresto di due coniugi di Naro che tenevano incatenato un giovane disabile conosciuto in città. Una vergogna che ferisce la nostra comunità e sono certa di parlare a nome di tutti i miei concittadini. Sono comportamenti inqualificabili, -dice Brandara- esecrabili e meschini”.
La sindaca rivolge un plauso ai militari che hanno curato la vicenda e alla Procura della Repubblica di Agrigento sotto l’abile guida del Procuratore Luigi Patronaggio, cittadino onorario di Naro.

In serata è giunta invece la nota del Presidente del Consiglio Comunale di Naro, Lillo Valvo, e dei capigruppo in Consiglio Cristina Scanio e Vincenzo Giglio, a nome di tutti i consiglieri comunali.
Nell’esprimere un attestato di stima e nel ringraziare le forze dell’ordine per la liberazione del giovane disabile e per l’arresto dei responsabili della sua prigionia, -dicono- il Consiglio Comunale di Naro, nella sua interezza, condanna le forme di segregazione e di oppressione nei confronti dei disabili.
Infatti, in ogni violenza e in ogni maltrattamento -continuano i tre- c’è quasi sempre una nota subdola e vigliacca, anche nel caso che ha portato la nostra Naro alla ribalta delle cronache nazionali.
Anche qui, la vittima è un soggetto che ha come punto di riferimento i propri aguzzini. Anche qui, la vittima rientra in una delle categorie deboli.
L’ attività di prevenzione dei comportamenti violenti, dei maltrattamenti, delle abominevoli angherie -concludono- deve essere una pratica da difendere e diffondere fino a farla diventare un obiettivo centrale della nostra realtà e di tutte le realtà locali che saranno tanto più mature quanto più sapranno anteporre il principio di solidarietà e di comunità agli edonismi e agli egoismi.
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