La lotta all’abusivismo edilizio è attualmente in una fase di stallo per il comune di Licata. A bloccare le azioni di demolizione delle strutture ritenute abusive sarebbero i ”ricorsi” presentati dai privati.
L’ufficio tecnico del Comune di Licata e la Procura di Agrigento, infatti, prima di continuare con l’attività di abbattimento degli edifici costruiti in zone con il vincolo di inedificabilità assoluta – molti dei quali lungo la costa – starebbero aspettando l’esito di un ricorso al Tar presentato da un privato che si sarebbe opposto all’ingiunzione di demolizione; un altro invece si sarebbe rivolto al giudice delle esecuzione per fermare il lavoro delle ruspe. Per lo smantellamento di un’altra casa, inoltre, si aspetta l’avvenuta notifica al cittadino interessato, che abita in Inghilterra.
Questi ritardi burocratici non sembrano ”abbattere” però il primo cittadino licatese Angelo Cambiano, uno dei promotori della lotta all’abusivismo edilizio nel suo territorio. ”Le demolizioni vanno avanti – affermerebbe il sindaco – non si ferma l’azione di ripristino della legalità in questa città. E siccome parliamo di legalità è giusto attendere l’esito dei ricorsi presentati dai cittadini interessati prima di procedere”.
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