A Messana viene contestato che, stando alla mozione di sfiducia, “tante scelte amministrative sono state adottate dal sindaco e dalla Giunta senza tener conto delle proposte delle forze politiche e dei consiglieri comunali e in molti casi senza neanche informarli”.
Per questi consiglieri comunali il sindaco non avrebbe rispettato gli impegni assunti con il corpo elettorale ed è assolutamente da bocciare.
“Gli assessori, –scrivono nella mozione gli 8 consiglieri– disattendendo l’impegno formale assunto, hanno percepito e continuano a percepire l’indennità di carica”.
Secondo gli 8 consiglieri comunali firmatari non è stato rispettato il programma di ripiano previsto dal piano di riequilibrio con l’azzeramento della massa debitoria inizialmente previsto per la fine del 2015 e non si sono ridotti i costi relativi alla pubblica illuminazione, alla manutenzione e gestione degli impianti degli uffici comunali. Inoltre la giunta Messana non è stata in grado di chiarire l’ammontare e i termini dei rapporti debitori con l’Ato Gesa.
Insomma, chiari i conflitti avuti tra l’ex maggioranza consiliare e l’amministrazione Messana.
Nella loro mozione parlano anche tra i vari punti della società Italkali, del nuovo Prg, dell’utilizzazione sociale dell’ex macello, del trasferimento biblioteca comunale, della sistemazione e apertura dell’archivio storico, nonché di verde pubblico, di sport e della perdita di finanziamenti.
La mozione di sfiducia verrà trattata ovviamente in consiglio comunale, convocazione richiesta da questi consiglieri. A questi 8 potrebbero aggiungersi anche i 5 consiglieri della lista Borsellino che nei mesi scorsi avevano parlato di sfiducia.
Immediata la reazione del sindaco Messana. “Non hanno mai dimostrato di essere maggioranza. Nelle innumerevoli riunioni convocate mai un gesto di sostegno per il lavoro della giunta, soltanto critiche e lamentele. Sostenevano –continua ancora Messana– che gli assessori erano distanti dai cittadini e dalle forze politiche e parlavano della necessità di rilanciare l’azione amministrativa. Quando però li invitavo a confrontarsi sul merito delle cose fatte e dei problemi incontrati sorvolavano oppure lamentavano di non essere stati informati. Trascorsi i due anni, la pressione si è fatta più insistente, e gli otto consiglieri hanno delegato i loro padrini politici a rappresentare la richiesta di rilancio dell’azione amministrativa. Ho dato loro credito, convinto che si dovesse partire dai risultati ottenuti, per migliorare le strategie di azione e coinvolgere nuove energie e competenze. Invece, mi è stato detto che l’esigenza era quella di dare visibilità politica ai consiglieri di maggioranza, mediante la nomina di assessori di riferimento. Non avrei mai assecondato scelte che rispondevano alla mera logica spartitoria, né a quella dei giri di giostra. Risultato –dice Messana– nessuna proposta e una serie di riunioni mancate”. Per il sindaco di Racalmuto: ”I conflitti debbono provocare la decadenza degli organi solo quando chi governa è pericoloso e dannoso per la comunità e non per regolare i conti tra le forze politiche. È necessaria una profonda riflessione sul futuro del nostro paese, che impegni e coinvolga non solo le istituzioni ma si allarghi alle forze politiche e sociali che animano e qualificano la nostra comunità. Siamo stati eletti tutti, maggioranza e minoranza, per restituire al nostro paese la cura, la capacità di innovazione, la sensibilità, che solo la rappresentanza politica –conclude Messana–, quando non si preoccupa di sé stessa, riesce a dare”.
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