Era il lontano 1987 quando il palmese Diego Provenzani, volto conosciuto alle Forze dell’ordine in quanto membro della stidda, aveva rubato un’arma da fuoco a Domenico Sambito nel corso di un furto dall’armeria di cui era titolare la moglie. Da qui nascerebbe la vendetta e il suo tentato omicidio avvennuto a Palma di Montechiaro nel dicembre 2015.
Stanotte gli agenti della Squadra Mobile di Agrigento e del Commissariato di Palma di Montechiaro hanno arrestato nell’ambito dell’operazione “Survivor” due palmesi ritenuti gli esecutori materiali del tentato omicidio di Provenzani. Si tratta di Domenico Sambito di 69 anni e Salvatore Ingiaimo di 28 anni.
Secondo quando ricostruito dagli inquirenti, i due aguzzini il 13 dicembre 2015 a bordo di una Alfa Romeo 159 avevano inseguito Diego Provenzani che si trovava a bordo di un ciclomotore. Alla fine dell’inseguimento uno scontro tra l’auto e la moto fece cadere al suolo Provenzani, raggiunto poi da quattro colpi di pistola, tre all’addome e uno al braccio. Il sopraggiungere di un’auto fece desistere i due nel terminare l’agguato.
L’operazione di identificazione dei due odierni arrestati ha avuto inizio dalla ricerca dell’autovettura ammaccatasi durante l’iseguimento. Alfa Romeo 159 che a Palma di Montechiaro non è molto comune.
Grazie alla raccolta di dichiarazioni testimoniali, accertamenti balistici, intercettazioni telefoniche e acquisizioni di filmati è stato possibile risalire ai due palmesi.
Per loro l’accusa è di tentato omicidio aggravato dalla premeditazione e dai futili motivi, oltre al porto di armi in luogo pubblico. A Sambito viene contestata anche la detenzione illegale di una pistola cal. 9×19.
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