A quattro mesi dall’insediamento della nuova amministrazione comunale di Favara arrivano già i primi bilanci.
Un giudizio fortemente negativo sull’operato dell’amministrazione comunale arriva dal gruppo PDR Sicilia Futura di Favara, unitamente ai due consiglieri comunali Tonino Scalia e Vito Maglio.
“Un giudizio che arriva –dicono– dopo un’attenta analisi e i vari interventi. Dopo quattro mesi –scrivono– si rileva un vuoto politico che non pone in essere alcuna iniziativa valida per un cambiamento delle sorti del Comune. Nessuna proposta si è avuta sul Piano Regolatore Commerciale, nessuna concreta azione per migliorare la viabilità, nessun intervento sull’occupazione degli spazi pubblici, nessuna nuova strategia per evitare l’aumento del carico fiscale e l’incremento del debito pubblico. L’acqua –scrivono dal PDR Sicilia Futura– continua ad arrivare ogni otto giorni se non di più, la pulizia dell’ambiente nella sostanza lascia a desiderare, i servizi non decollano, la biblioteca comunale non è utilizzabile per la mancanza di consegne tra la precedente responsabile e la nuova”.
Il PDR Sicilia Futura critica i metodi di affidamento di alcuni servizi e l’assurda proposta avanzata dal M5S per modificare il Regolamento comunale del referendum per farlo ritenere valido nonostante la mancanza di quorum.
“Si evince –scrivono nella nota– una profonda e grave ignoranza quando si vuole fare assurgere una norma del Regolamento equiparandola a una norma costituzionale.
Il PDR Sicilia Futura resta altresì fortemente critico sulla scelta dei criteri di nomina degli scrutatori”.
A loro giudizio occorre evitare, come è avvenuto in un passato non troppo lontano, che il seggio sia gestito da persone non competenti.
Pertanto invitano la Commissione Elettorale Comunale nell’esaminare le domande a prendere in considerazione soprattutto quelle di merito, escludendo gli scrutatori di quelle sezioni dove nelle ultime elezioni vi sono stati errori e anomalie.
“Nella legge n° 270 del 21.12.2005 –dicono dal gruppo politico– non si parla affatto di disoccupati o inoccupati ma ogni cittadino che ne ha diritto può fare domanda per essere incluso nell’albo comunale”.
Infine PDR Sicilia Futura pone un quesito: “A cosa serve fare domanda se non si è già inseriti nell’albo? Si tratterebbe di una discriminante nei confronti di coloro che intendono farne parte per la prima volta ma che vengono arbitrariamente esclusi da un metodo che –concludono– giuridicamente non sta né in cielo né in terra”.
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