La vendetta per un furto subito sarebbe la causa scatenante della missione punitiva organizzata da cinque persone di Ravanusa nei confronti di due minori romeni.
Il furto è stato commesso martedì scorso all’interno di un negozio di telefonia del centro di proprietà della famiglia Montana.
I commercianti, che avrebbero individuato in due ragazzi romeni gli autori del gesto, sono andati nell’abitazione di uno dei due e con la forza lo hanno costretto a confessare il furto.
Nell’attesa che i due ladri riconsegnassero la merce rubata i commercianti, coadiuvati da due complici, avrebbero sequestrato, quale garanzia, lo stesso presunto ladro e sua sorella.
Scattate le ricerche, i carabinieri della Compagnia di Licata, unitamente a quelli del Reparto Operativo di Agrigento, li hanno ritrovati e fermato gli autori del sequestro.
Nel frattempo, nell’abitazione dei romeni il padre, un uomo di 65 anni, si era tolto la vita impiccandosi.
Intanto per le cinque persone arrestate il Gip del Tribunale di Agrigento, Stefano Zammuto, non ha convalidato il fermo, disponendo i domiciliari per Angelo Bottaro e Antonio Gattuso.
Ai commercianti Giovanni, Luigi e Ivan Montana, invece, è stata applicata la misura cautelare dell’obbligo di dimora a Ravanusa.
I cinque sono accusati a vario titolo di violenza e sequestro di persona.
Rimani aggiornato con le nostre notizie grazie a WhatsApp oppure Leggi qui altre notizie
