Con le dimissioni in massa dei membri di Aula Sollano, da ieri si è tecnicamente sciolto il consiglio comunale di Agrigento.
Adesso spetta al commissario straordinario dell’Ente, Luciano Giammanco, comunicare alla Regione la richiesta di scioglimento che dovrà essere sottoscritta con proprio decreto dall’Assessorato Regionale delle autonomie locali e successivamente pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia.
“Non siamo più nelle condizioni di proseguire la nostra attività, avendo verificato che non si sarebbe potuto procedere nello svolgimento dell’attività”.
Con queste parole dette ai giornalisti il Presidente del Consiglio Comunale di Agrigento, Carmelo Settembrino, ha annunciato ieri a Palazzo dei Giganti le dimissioni in massa dei membri di Aula Sollano.
Dopo le prime quattro dimissioni rassegnate la settimana scorsa dai consiglieri Saeva, Messina, Amato e Trupia, ieri si sono aggiunte anche quelle di altri 17 consiglieri, ovvero: Settembrino, Di Rosa, Cicero, Civiltà, Galante, Gibilaro, Galvano, Gramaglia, Mallia, Mandracchia, Pisano, Puleri, Urso, Vaccarello, Vassallo, Vita e Vullo.
Ad Aula Sollano a non rinunciare alla carica sono stati solo nove membri, numero non sufficiente ad evitare lo scioglimento della pubblica assise cittadina.
Lo scandalo delle 1.133 riunioni consiliari svoltesi nel 2014 ha quindi provocato, com’era prevedibile, la rinuncia a proseguire il mandato.
Gli stessi agrigentini la scorsa settimana erano scesi in piazza per chiedere le dimissioni dei consiglieri.
Ricordiamo che la Procura della Repubblica di Agrigento indaga sia sull’affaire gettoni di presenza, sia sul P.R.G.
La città, adesso, si prepara ad una campagna elettorale che si preannuncia infuocata e c’è da scommettere che la parola chiave sarà “riduzione dei costi della politica”.
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